Expat: i vantaggi del “fare community”. La mia esperienza come Presidente dell’International Club di Rio de Janeiro

Una delle cose più difficili quando ci si trasferisce in un nuovo paese è trovare punti di riferimento, amicizie e, ancora prima, apprendere le abitudini locali: dove fare la spesa, prendere un buon caffè…. Frequentare un International Club può essere molto utile, ma questo ho dovuto scoprirlo da sola.

Io sono sempre stata una globetrotter e prima di trasferirmi in Brasile non ero affatto spaventata all’idea di trovarmi in un posto nuovo senza conoscere nessuno, ma non posso negare che all’inizio non sia stato facile orientarsi in un mondo tanto lontano rispetto a quello nel quale avevo vissuto.

Una comunità internazionale da scoprire

Nei giorni del trasferimento l’agenzia che ci aveva aiutato nelle pratiche di trasloco mi informò dell’esistenza di un International Club a Rio de Janeiro e mi regalò una guida della città sulla quale avrei potuto trovare consigli pratici e contatti utili: medici, parrucchieri, estetiste, negozi di vario genere… Insomma, un piccolo manuale di sopravvivenza, creato dai soci del Club ad uso e consumo degli expat.

L’idea che a Rio esistesse una comunità internazionale minimamente strutturata mi rassicurò e mi incuriosì allo stesso tempo. Non avevo mai aderito a un club di questo tipo ed ero desiderosa di conoscere persone di tutto il mondo e di sentirmi finalmente a casa in una nuova città, della quale non conoscevo ancora nulla.

Mandai una mail all’indirizzo riportato in calce alla guida e dopo alcune settimane, una certa Janneke mi invitò a un caffè a casa di una tale Nancy in un luogo della città che mi era totalmente sconosciuto. Che fare? Dovevo presentarmi a casa di una persona mai vista prima in un luogo che non sapevo nemmeno come raggiungere? Dopo un po’ di dubbi pensai che avrei dovuto rompere il ghiaccio e mi recai con un taxi nel quartiere di Rio chiamato Urca.

International Club

Una vista del bel quartiere di Urca a Rio de Janeiro. Foto: Tiago Veloso

Urca è un quartiere molto antico, con pochi palazzi e molte casette di legno in stile normanno. Un luogo stupendo, nel quale ti senti subito a casa perché assomiglia a un piccolo villaggio di pescatori. Un punto di Rio dal quale vedi il Cristo Redentore spalancare le braccia davanti a te in tutta la sua magnificenza.

Un primo incontro pieno di sorprese

La casa di questa Nancy era appunto una di quelle tipiche del quartiere, affacciata proprio sul lungomare. Entrando rimasi colpita dall’intimità del luogo, già pieno di signore un po’ più mature di me, che parlavano inglese, con accenti di ogni genere…

Chiesi di parlare con Janneke – la persona che mi aveva invitata – ed ecco presentarsi davanti a me una simpatica olandese con i capelli corti ed un po’ arruffati, che si qualificò come responsabile dell’accoglienza dei nuovi membri nel Club. Dopo poco iniziai a parlare con altre signore: una tedesca, un’americana, un’inglese, una cinese, una portoricana…

Durante l’incontro, Janneke mi presentò anche Parvin, la Presidente dell’International Club di Rio, una signora olandese di mezza età molto allegra e briosa, che mi diede il benvenuto e mi suggerì di contattare un’altra italiana (Sara Colombo, oggi corrispondente di ItalianiOvunque.com da San Paolo). La mattinata trascorse rapidamente e in modo piacevole. Il titolare di un’enoteca di Rio ci presentò alcuni vini brasiliani ed organizzò una degustazione degli stessi. Alla fine dell’evento decisi senza esitazioni di iscrivermi all’International Club.

Qualche settimana dopo appresi anche dell’esistenza di un book club, nel quale ci si riuniva mensilmente per discutere di un libro, di un gruppo che giocava settimanalmente a Canasta (un gioco di carte) e di un fun cooking club, tre piccoli sottogruppi dell’International Club, ai quali decisi subito di aderire. Nel giro di qualche settimana la mia nuova vita sociale carioca stava diventando molto vivace e la cosa non mi dispiaceva affatto.

International Club

Un’escursione organizzata dall’International Club di Rio de Janeiro

Il vero cambiamento arrivò il giorno in cui la Presidente ci chiese di portare donazioni per un orfanotrofio che veniva supportato dall’International Club di Rio. Quel giorno mi presentai a un evento a casa di un membro del club con una cesta piena di prodotti da donare. L’idea di poter aiutare dei bambini in un paese povero come quello in cui vivo e nel quale molti minori crescono in mezzo ad una strada e senza una famiglia, mi appassionava. Mi sentivo molto vicina alla causa.

Gli eventi e le cause benefiche

La Presidente Parvin decise di nominarmi Events Director del Club, visto il mio background lavorativo nel mondo della comunicazione. Iniziai così a organizzare tutti gli appuntamenti sociali del Club. Entrare nel Board mi permise di avere un quadro più chiaro di tutte le attività di beneficienza svolte.

Molto spesso, infatti, i Club internazionali -che esistono in tutte le principali città del mondo con lo scopo di connettere gli espatriati- sostengono diverse ONLUS e cause sociali collegate al luogo in cui si trovano. A Rio l’International Club aiuta molte associazioni che si occupano di educazione e cura di bambini e giovani, tema molto sentito in Brasile.

Grazie all’International Club avevo conosciuto persone simpatiche di tutto il mondo, avevo scoperto luoghi stupendi a Rio e dintorni, avevo fatto tante nuove esperienze entusiasmanti (ballare la samba, cucinare piatti brasiliani, meditare in mezzo alla natura, visitare progetti sociali) e avevo anche migliorato il mio inglese (perché è la lingua ufficiale del Club).

Insomma, raccomandavo a tutte le nuove arrivate a Rio di iscriversi all’International Club, perché grazie a questo la mia integrazione era stata molto più soft e nel giro di qualche mese mi ero sentita a casa.

International Club di Rio: dagli eventi alla presidenza

Quello che ancora non avevo ben capito della “pazza vita degli expat” è che spesso le cose cambiano dall’oggi al domani, senza il minimo preavviso. Le amiche se ne vanno perché le aziende ti trasferiscono senza avere nemmeno il tempo di salutarti. E così, nell’ottobre del 2016, la nostra Presidente e amica Parvin ci annunciò che sarebbe tornata nel suo Paese alla fine dell’anno.

Durante una delle ultime riunioni del Board, Parvin mi propose come nuova Presidente dell’International Club. Io, stupita e non senza un po’ di incoscienza, accettai.

Così iniziò la mia nuova avventura in questo gruppo, con una grande voglia di fare tante cose nuove e divertenti e con la sfida di aiutare sempre più persone in questa città così difficile.

Il bilancio di questi primi mesi da Presidente dell’International Club di Rio è più che positivo:

-centinaia di amicizie da tutto il mondo: non solo donne, ma anche famiglie con le quali ci si incontra nel tempo libero,

-molte persone a cui chiedere un consiglio, un’informazione su qualsiasi possibile argomento;

-tante gite culturali e passeggiate grazie alle quali ho scoperto nuovi posti a Rio e dintorni;

-feste, pranzi e cene ogni settimana;

-una nuova, emozionante, esperienza nel sociale come volontaria in un orfanotrofio e in una scuola della favela di Rocinha, dove insegno inglese ai bambini dal 3 ai 5 anni.

Ormai so che ovunque andrò nel mondo, la prima cosa che farò sempre sarà iscrivermi all’International Club di quel luogo. Un’esperienza che consiglio a tutti.

 

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