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Da Rieti a Bruxelles. Ilaria Passarani difende i consumatori europei e sogna di cambiare l’Italia

Si chiama Ilaria Passarani, ha trentasei anni, è mamma di una bambina di un anno e da quattordici vive e lavora a Bruxelles. Perché raccontiamo la sua storia? Perché la sua è la carriera di una giovane italiana che ha saputo crescere professionalmente fino ad occupare posizioni di prestigio e responsabilità in Europa. Dal 2014, infatti, Ilaria Passarani dirige il dipartimento di Salute e Alimentazione del Beuc, l’Organizzazione Europea dei Consumatori, il cui scopo è la difesa degli interessi dei consumatori europei presso le istituzioni comunitarie.

Da poche settimane Ilaria Passarani è stata nominata Segretario Generale dell’Organizzazione Europea dei farmacisti (PGEU) e a partire dal 19 marzo sarà proprio per conto di questa categoria professionale che discuterà leggi, studi e rapporti con i rappresentanti delle istituzioni europee.

Da Rieti a Bruxelles

La brillante carriera di Ilaria Passarani poggia su una solida formazione, iniziata sui banchi del liceo classico a Rieti, città natale della protagonista e proseguita con la laurea in economia in Bocconi nel 2004.

Già prima di laurearsi, però, l’allora studentessa si trasferisce a Bruxelles per uno stage al Ministero degli Affari Esteri nel settore salute. I pochi mesi di soggiorno  si trasformano in anni, perché una società di consulenza le offre un lavoro e in breve la città belga diventa la sua nuova casa. Racconta la manager:

Da ragazzina sognavo di lavorare alle Nazioni Unite o comunque in un ambiente internazionale e per questo ho scelto di specializzarmi in Amministrazione delle Istituzioni Pubbliche e delle Istituzioni Internazionali. Per scrivere la mia tesi di laurea sulle politiche comunitarie intervistai un responsabile della Regione Veneto che più tardi mi chiese se ero interessata a lavorare nel loro ufficio di Bruxelles nel settore salute.

Il Beuc e la difesa degli interessi dei consumatori
Ilaria Passarani

Il palazzo della Commissione Europea a Bruxelles

Dopo due anni di lavoro per la Regione Veneto, l’irrefrenabile Ilaria trascorre due mesi ad Harvard per un corso di economia sanitaria e poi entra al Beuc come policy officer per il settore salute. Comincia così la sua missione in difesa degli interessi dei consumatori. Contemporaneamente si iscrive come studentessa esterna a un dottorato dell’Università di Maastritcht che le consente di continuare a lavorare e che finalizzerà fra poche settimane con la discussione della tesi.

Nel 2014 arriva la promozione a direttore del Dipartimento Salute e Alimentazione del Beuc. Ma in che cosa consiste esattamente il lavoro di questa funzionaria europea? Lo spiega lei stessa:

Il mio compito è quello di portare la voce dei consumatori ai policy maker dell’Unione Europea. Come funzionaria del Beuc rappresento gli interessi dei consumatori nei tavoli di discussione della Commissione Europea e delle varie Agenzie, come quella del Farmaco o quella per la Sicurezza Alimentare. A partire da marzo farò la stessa cosa, ma per i farmacisti.

Ilaria Passarani, professionista, moglie e mamma a Bruxelles

Si sa che per gli italiani la vita all’estero, per quanto piena e soddisfacente, implica sempre un po’ di nostalgia, specie se, come Ilaria Passarani, si è nati in una regione dal clima mite e si vive in una città fredda e grigia come Bruxelles. La manager la descrive così:

Lo scorso dicembre a Bruxelles ci sono state solo 10 ore e 31 minuti di sole. Il clima ha un impatto sulla nostra vita molto più grande di quanto si pensi. Il sole è vita e la sua mancanza si sente tanto.

Oltre alle sfavorevoli condizioni metereologiche, Ilaria Passarani mette in evidenza anche la mancanza di integrazione sociale della città che la ospita:

A mio avviso Bruxelles è una città molto cosmopolita ma meno “integrata” rispetto a quello che ci si immagina. C’è la comunità internazionale che gravita intorno alle istituzioni comunitarie e poi ci sono i cittadini belgi. I gruppi però sono piuttosto separati tra loro. Gli italiani in questi anni sono aumentati moltissimo.

Sarà forse anche a causa di questa scarsa integrazione che la giovane funzionaria, cinque anni fa, ha messo su famiglia con un reatino che ha lasciato lavoro e amici in Italia per vivere con lei a Bruxelles:

Mio marito ha fatto una scelta molto coraggiosa e mi è molto di aiuto adesso che abbiamo la bambina, anche perché io viaggio spesso per lavoro e tra i due sono io quella che è più ore fuori casa.

Per il futuro Ilaria Passarani ha un sogno chiaro:

Mi piacerebbe tornare in Italia un giorno e mettere  le competenze che ho acquisito al servizio del mio Paese, che amo tantissimo. Sogno di impegnarmi come cittadina per cambiare le cose, non so ancora se in politica o meno, ma di certo vorrei lavorare per costruire una società più aperta e meritocratica. L’Italia, anche se tra mille problemi, mi ha dato tanto e vorrei ricambiare.

 

 

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