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La vita a Mauritius. Tutti i “Sì” e i “No” di questo angolo di paradiso

Nell’immaginario collettivo isole tropicali come Mauritius rappresentano luoghi idilliaci, nei quali mare, clima e ritmi di lavoro rilassati rendono l’esistenza meno stressante. Ma non sempre è tutto oro quello che luccica. La vita a Mauritius, per quanto piacevole, ha i suoi “Sì” e i suoi “No”, lati positivi e negativi che solo chi risiede stabilmente nel Paese riesce a cogliere. Eccoli.

I “Sì” della vita a Mauritius

Il mare e la natura

Mauritius, è cosa nota, ha spiagge magnifiche, paesaggi mozzafiato, fondali marittimi da sogno e una natura rigogliosa. Chi visita l’isola per la prima volta rimane affascinato dall’ambiente e dalle molteplici attività realizzabili sull’isola (le ho raccontate nel dettaglio in questo post). Indubbiamente chi sogna di lasciare la vita di città, qui trova un paradiso naturale.Vita a Mauritius

La sicurezza

La vita a Mauritius è piuttosto sicura. La cronaca mauriziana non registra molti atti di violenza e quei pochi sono spesso causati da proteste della popolazione in merito a decisioni governative, che spesso supportano gli investitori stranieri a scapito degli abitanti del posto. Purtroppo la droga è presente, ma lo spaccio e il consumo sono circoscritti.

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Il cibo

Chi ama la cucina indiana e cinese sarà soddisfatto dalle ricette tipiche di Mauritius: carne, pesce, spezie e verdure non mancano nei ristoranti e sulle tavole dei mauriziani. La nota negativa è che qui si eccede con gli zuccheri, una vera e propria dipendenza: torte, merende confezionate, cioccolata e tanta coca cola. Persino la birra prodotta localmente contiene zucchero. Non è un caso che Mauritius sia ai primi posti nella classifica delle nazioni con la percentuale più alta di persone affette da diabete.

I ristoranti italiani sono piuttosto diffusi e apprezzati e alcuni prodotti nostrani sono abbastanza reperibili. Supermercati e rivenditori all’ingrosso infatti importano le marche più richieste di vino, salumi, pasta, formaggi, etc.

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Lingue e comunicazione

La maniera di comunicare è stata fortemente influenzata dai vari coloni e questo ha permesso il diffondersi di diverse lingue, cosa che agevola la comunicazione con gli stranieri. La lingua preferita a livello orale è il creolo insieme al francese. L’inglese è altrettanto diffuso ed è utilizzato nelle comunicazioni scritte e ufficiali come nel caso di leggi, regolamenti e atti notarili. Una curiosità: essendo uno stato indipendente da poco tempo, Mauritius ha un sistema legislativo ancora incompleto, ed è per questo che se capita di trovare un caso non ancora regolamentato, si fa riferimento alla legge francese. La segnaletica stradale ha i tipici connotati inglesi (come pure le divise dei poliziotti), le auto però hanno targhe come quelle francesi.

La tecnologia

Nessun problema per i patiti dell’ultimo telefonino o della tv intelligente: i prodotti tecnologici sono abbastanza accessibili in tutta l’isola. Rispetto all’Europa c’è veramente poca differenza sia per qualità che per velocità di entrata nel mercato. I fornitori di Internet stanno sviluppando la rete 100Mb/s in tutta l’isola.

I “Ni” della vita a Mauritius

La religione

La libertà religiosa è un fattore molto positivo che permette a tutti di professare la propria fede senza che nessuno venga discriminato per questo. Molto spesso le chiese cristiane si trovano a pochi passi dalle moschee musulmane o dai templi indù. Tuttavia, i molteplici riti religiosi condizionano spesso lo stile di vita della cittadinanza. Chi ha attività ludiche, sportive o legate all’intrattenimento può avere alcuni problemi con la gestione dei turni di lavoro degli impiegati (di varie fedi) e può essere soggetto a continui alti e bassi di clientela in funzione degli eventi religiosi (digiuni, processioni etc.).

Il clima

Le stagioni sono invertite rispetto all’Italia. Da aprile a settembre Mauritius affronta il periodo più freddo, che non chiamerei inverno perché la temperatura non va mai al di sotto dei 15 gradi al centro dell’isola (il punto abitato con altezza maggiore, circa 650 metri). Durante il giorno si arriva a 25 gradi, una temperatura che permette di fare il bagno o di godersi l’isola in maniera gradevole. L’estate va da ottobre a marzo. Il periodo più caldo e carico di piogge è tra gennaio e febbraio. Non esistono le stagioni intermedie, o quantomeno non se ne avverte la presenza.

Come tutti i luoghi tropicali anche Mauritius è soggetta all’arrivo di cicloni, anche se negli ultimi 15 anni, fortunatamente,  non ce ne sono stati di distruttivi. Un’emergenza è appena passata, ma il ciclone è stato declassato a tempesta tropicale che ha toccato solo alcuni punti dell’isola con inondazioni e forti venti.

 Il costo della vita

A parte i costi per raggiungere l’isola che sono facilmente intuibili, a Mauritius il costo medio della vita è quello di un paese che deve importare praticamente tutto (fatta eccezione per qualche prodotto agricolo e manifatturiero locale).

Le auto sono care in quanto il trasporto e i dazi fanno lievitare molto i prezzi, che spesso superano quelli italiani del 50%. Se prendiamo ad esempio una Vitz della Toyota si arriva tranquillamente a 15 mila euro, mentre in Italia non si superano i 10/11 mila. Le auto ibride sono abbastanza diffuse. Il passaggio di proprietà in caso di vendita è molto costoso, intorno ai 500 euro. La benzina, invece, si aggira su un euro e 20 centesimi.

Chi cerca una casa in affitto a lungo termine può trovare un appartamento di 80mq con due camere da letto più piscina (utenze escluse) a 150 euro a settimana. Se, invece, si affitta per brevi periodi il prezzo sale a 300 euro a settimana, inclusi wifi, gas e luce. Per le case sul mare i prezzi raddoppiano.

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Nel settore alimentare gli articoli più cari sono gli alcolici importati, a causa di una tassazione molto alta, che tende a marginalizzare il consumo di alcool proveniente dall’estero. Una bottiglia di vino (si trovano quasi tutte le marche francesi e sud africane ma un po’ meno quelle italiane) ha un prezzo medio di 10 euro.

Il prezzo di un litro di latte, solitamente a lunga conservazione uht è di 1 euro. Noi, acquistiamo Parmalat proveniente dal sud africa. Molto diffuso è il latte in polvere anche perché di latte locale ce n’è davvero poco.

Mangiare in trattoria non è particolarmente caro. Una pizza e una birra si aggirano sui 15 euro, anche se nei ristoranti italiani dove si cerca di seguire la ricetta originale, con ingredienti genuini, si possono spendere anche 20 euro.

Le bollette di casa sono vantaggiose nel caso dell’acqua, che qui ha un costo quasi irrilevante, ma pesantissime per l’elettricità. Tuttora prodotta attraverso il carbone, la corrente, soprattutto nei periodi estivi quando il consumo è maggiore, genera bollette che arrivano anche a 350/400 euro a seconda dell’uso che si fa dell’aria condizionata, forno, ferro da stiro e lavatrice, per esempio.

Chi ha la passione del cinema non deve spendere cifre elevate per vedere un film. Qui, infatti, il biglietto si aggira sui quattro euro. Una curiosità: nei centri commerciali i banchetti che vendono film “pirata”, espongono alla luce del sole dvd e blu-ray delle ultime novità uscite da poco al cinema. Un dvd costa 1,30€ e un blu-ray 2,60€ con tanto di copertina a colori.

Tra le spese più care della vita a Mauritius, almeno per chi ha figli, ci sono le scuole private, di cui ho parlato diffusamente in un precedente articolo.

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Cd “pirata” in vendita per pochi soldi nei centri commerciali

La sanità

A Mauritius ci sono ospedali governativi gratuiti abbastanza attrezzati, ma le cliniche private sono ritenute più sicure dagli stranieri, benché i costi dell’assistenza siano piuttosto elevati e la qualità del servizio non sia sempre all’altezza delle parcelle. Tra gli stranieri le assicurazioni private sono piuttosto diffuse. In media, per assicurare una famiglia per i costi di ricovero in ospedali ed eventuali operazioni, si spende dai 600 agli 800 euro l’anno (anche se le tariffe variano in funzione della compagnia e delle varie clausole).

I “No” della vita a Mauritius

Le strade e il traffico

Può apparire strano visto che quando si pensa alle isole tropicali non ci si immagina l’esistenza di vie trafficate come nelle grandi metropoli, ma il traffico è un problema che complica la vita a Mauritius. Le congestioni durante le ore di punta sulle strade di grande comunicazione da e per Port Luis, la capitale, sono all’ordine del giorno. Si spera che dal 2020 la situazione migliori con l’entrata in funzione del tram (che qui chiamano metro), che il governo ha fortemente voluto al fine di decongestionare le strade e diminuire l’inquinamento.

La guida: purtroppo la cronaca racconta spesso di incidenti che coinvolgono nel 90% dei casi moto o motorini. Automobilisti distratti? Sarà, ma a me capita spesso di assistere a manovre a dir poco azzardate. La guida, tra l’altro, è a sinistra, come in UK.

Gli autobus sono un altro punto negativo sulle strade mauriziane. Molti di questi mezzi sono davvero vecchi (anche se via via vengono sostituiti da mezzi più comodi, meno inquinanti e sicuri) e molti autisti non sono per nulla prudenti, tanto che capita di vederli sfrecciare ad alta velocità sulle strade che attraversano i centri abitati.

Altra cosa che complica la vita degli automobilisti sono i cani randagi, problema per il quale il governo mauriziano non ha ancora trovato (o voluto trovare) una soluzione definitiva.

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Il senso del tempo e della responsabilità

Altro aspetto che chi vive qui conosce bene e che qualche volta può complicare la vita a Mauritius, è il senso del tempo e della responsabilità, molto differenti rispetto a quelli degli europei.

Mentre noi stranieri siamo stressati da ritmi forsennati, qui accade tutto il contrario. Se a causa di un guasto hai bisogno di un falegname o di un idraulico può capitare che questi non arrivi all’orario stabilito, né si prenda la briga di avvisare del notevole ritardo, facendoti perdere tempo e soldi. Non tutti i locali sono così, sia chiaro. Per questo, una volta trovata una persona competente e con senso di responsabilità, la si tiene cara per le prossime emergenze. A chi è molto puntiglioso (come me) e sta meditando di venire a vivere a Mauritius, do un consiglio: training autogeno…

Per chiudere questa carrellata di pregi e di difetti della vita a Mauritius vorrei fare gli auguri a quest’isola, che ha visto i suoi abitanti schiavi sino al 1833 e che il 12 marzo, invece, festeggiano i 50 anni di indipendenza.

Auguri Mauritius!

Foto copertina: Tejcoomar Luchmun (E-Commerce Executive at LUX* Resorts & Hotels Head Office) – Own work, CC BY-SA 4.0

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