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Vivere a Bali, paradiso poco costoso ma non senza difetti

Vivere a Bali non è stata la mia prima scelta. La mia avventura su questa splendida isola dell’Indonesia è cominciata nel 2010 quando, come tanti viaggiatori, ho deciso di visitarla e scoprirne le bellezze. In quell’anno avevo già deciso di lasciare l’Italia definitivamente e di vivere all’estero, ma non mi era ancora ben chiaro dove andare. Il mio obiettivo era di trasferirmi in un posto caldo, magari vicino al mare.

Prima di visitare Bali ho intrapreso un lungo viaggio in Australia per poi proseguire nel Sud Est asiatico, dove ho scoperto luoghi esotici meravigliosi. Mi sono quindi trasferito in Australia, più precisamente a Perth, connubio perfetto tra vita di mare e di città e inoltre molto vicino a Bali, che dista solamente tre ore e mezzo di aereo.

Nonostante tutto, quel primo soggiorno sull’isola indonesiana, che mi era sembrata paradisiaca, mi era rimasto nel cuore e non ho mai smesso di pensare a come un giorno avrei potuto trasferirmi. L’occasione di vivere a Bali, meta agognata dai turisti di tutto il mondo, si è presentata pochi mesi fa e non me la sono lasciata scappare.

Ma questa terra è veramente così fantastica come tutti se la immaginano? Dipende. Vediamo perché.

Un’isola ricca di storia, cultura e tradizioni

Bali è una delle oltre 17 mila isole dell’arcipelago indonesiano, la città principale, centro amministrativo che ospita anche l’aeroporto internazionale, è Denpasar, in cui vivono 700 mila dei quattro milioni e mezzo di abitanti dell’isola. Vivere a Bali

Benché sia un’isola relativamente piccola (misura 144 chilometri da est a ovest e 80 chilometri da nord a sud), Bali è ricca di storia, cultura e di tradizioni ed è un’eccezione nel contesto indonesiano a prevalenza musulmana. La maggioranza della popolazione di Bali, infatti, è induista e le celebrazioni sono frequentissime.

Ho sinceramente perso il conto delle cerimonie a cui ho assistito, ma è certo che i balinesi hanno molto a cuore i loro riti e ogni occasione è buona per poter riunirsi con la propria famiglia e festeggiare. L’isola è famosa anche per i suoi numerosi templi, molto visitati dai turisti.

vivere a Bali

Una delle celebrazioni più importanti e sentite a Bali è lo Nyepi: una giornata di totale silenzio per celebrare l’anno nuovo. Vivere a  a Bali significa festeggiare il capodanno a marzo, questo perché sull’isola indonesiana si osserva il calendario induista.

Parecchi giorni prima dello Nyepi, i balinesi si organizzano per dar vita a un vero e proprio spettacolo: tutti, dai bambini agli anziani, partecipano all’allestimento della festa, preparando offerte per le divinità e costruendo statue giganti di bambù che rappresentano i demoni. Questi ultimi, nel giorno precedente lo Nyepi, devono essere cacciati dalla città per liberarla dagli spiriti cattivi e dalla negatività. Per questo i riti tipici di quel giorno prevedono danze, musica e urla volte ad accompagnare i demoni lontano dalla città.

Un’altra celebrazione molto importante è il Galungan che viene celebrato ogni 210 giorni, in accordo con il calendario Pawukon, basato sulle fasi lunari e tramite il quale vengono pianificate le cerimonie. Durante il Galungan si festeggia la vittoria del bene sul male, la parola stessa in balinese significa appunto “vittoria”. Questa festa è caratterizzata da bellissime e coloratissime decorazioni, presenti in quasi tutta l’isola.

Vivere a Bali

Vivere a Bali è sinonimo di sport e paesaggi da favola

A Bali, come è noto, non mancano paesaggi mozzafiato tanto che nel 2017 l’isola è stata premiata da Trip Advisor come migliore destinazione turistica del mondo.

Ricca di montagne, foreste, corsi d’acqua, colline e vulcani, Bali, isola verdissima, attira turisti di ogni genere: c’è chi è alla ricerca di spiagge bianche, chi vuole scalare vulcani, chi ama il trekking nella giungla e chi desidera soltanto un po’ di relax con un cocktail a bordo piscina. vivere a Bali

Bali è una meta ambitissima anche per chi ama fare sport. Surf, scuba diving, rafting, kite surfing, stand up paddle, wake boarding, canyoning e parapendio. La maggior parte di queste attività sono concentrate sulla costa a partire da Canggu fino ad arrivare nella zona est dell’isola, ad Amed.

Vivere a Bali costa poco

Più economica, se comparata con destinazioni di alto livello come le Maldive, Fiji, Mauritius o le Hawaii, Bali ha una serie di infrastrutture che attirano sia coloro che sono alla ricerca di una vacanza con tutti i lussi possibili, sia i viaggiatori che cercano semplici guest house da pochi soldi a notte. Insomma, Bali riesce ad accontentare tutti.

vivere a Bali

Vivere a Bali è poco dispendioso anche in comparazione con qualsiasi paese occidentale. La moneta locale è la rupia (1 euro = 17 mila rupie circa) e i prezzi dei beni sono in genere molto contenuti rispetto ai nostri standard. Qualche esempio: il costo di una villa in zone molto turistiche, con due o tre camere da letto, piscina, elettricità ed internet esclusi si aggira sui 600€ al mese.

Per mangiare un piatto locale con riso o noddle, con o senza carne, in funzione della zona più o meno frequentata dai turisti, si può spendere tra 0.41€  e 2€. Un tè freddo costa 0.18€ e una birra non oltre due euro.

La frutta e verdura nei mercati costano tra 0.18€ e 1.17€ al chilo, la benzina premium va da 0.41€ a 0.52€ e la ricarica del cellulare 5Gb vale 2,94€. Naturalmente ci sono ricariche per tutti i gusti. Per avere Internet in casa la spesa minima è di 50€ al mese.

Vi volete rilassare con un massaggio? In funzione della zona e del tipo di servizio (spa inclusa, doccia, oli essenziali, etc.) il costo di un’ora di trattamento varia tra 9€ e 18€.

Spostarsi a Bali: lo scooter il mezzo più adatto

A Bali è quasi impossibile spostarsi a piedi o in bicicletta. In macchina, però, nell’ora di punta e nelle zone più trafficate per fare qualche chilometro si può impiegare più di mezz’ora, Per questo lo scooter è il miglior mezzo di spostamento, ma non affittatelo se non siete più che esperti. Il costo per un vecchio modello è di circa 35€ al mese che diventano 41€ per uno scooter più nuovo e sicuro.

Go Jek e Grab sono due app disponibili in Indonesia per poter ordinare un taxi o uno scooter. I prezzi sono molto economici: per percorrere tre o quattro chilometri si paga tra 0.59€ e 0.70€ con uno scooter e tra 1.76€ e 2.35€ con un taxi.vivere a Bali

Gli aspetti negativi della vita a Bali

Vivere a Bali, come abbiamo visto, ha sicuramente i suoi vantaggi, ma ricordiamoci che siamo sempre in un paese del terzo mondo, dove la corruzione impazza in qualsiasi settore, dove la criminalità è all’ordine del giorno, soprattutto in pieno centro turistico, dove il traffico è assolutamente caotico e pericoloso e i turisti vengono visti come bancomat ambulanti.

Non consiglierei a una famiglia con bambini con qualche soldo da parte di trasferirsi a Bali: la sanità è scadente e gli ospedali più vicini dove poter ricevere assistenza professionale sono a Singapore o a Perth. Anche l’inquinamento è un grande problema. Forse vent’anni fa quest’isola era un vero paradiso, ma con l’avvento della plastica è diventata quasi una discarica a cielo aperto.

Anche il mare è spesso pieno di plastica e sporcizia, la gente del posto e i bule (così vengono definiti gli stranieri residenti, di solito di provenienza europea) negano che Bali sia invasa dalla sporcizia e danno la colpa alla stagione delle piogge o alle isole circostanti, ma è innegabile che questo sia un problema mondiale che non risparmia questo paradiso.

Se vivere a Bali può essere più complicato venirci in vacanza è una scelta ideale. Bali è un posto magico e ricco di storia, i suoi abitanti sono sorridenti e cordiali e se li rispettate vi regaleranno gentilezza e amore. Ma ricordate di non inquinare, di supportare le aziende locali e di aiutare i bisognosi.

 Foto copertina: Thomas Depenbusch

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