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Viaggio in Argentina: a spasso sulle Ande a 4000 metri

In cerca di una destinazione insolita per le prossime vacanze estive? Un viaggio in Argentina può essere una buona idea.

Nonostante il Paese sudamericano viva la sua stagione invernale proprio in corrispondenza dei mesi dell’estate italiana, va detto che il suo clima si caratterizza per una geografia da record: in estensione l’Argentina è l’ottavo paese del mondo e si sviluppa per 3779 chilometri di latitudine da La Quiaca a Nord a Ushuaia a Sud (la città più australe del mondo). È facile quindi capire come i climi si avvicendino a seconda della latitudine in cui si trovano le sue Provincias. Da un punto di vista turistico questo è un valore aggiunto assoluto, infatti il Paese anche durante la stagione invernale può offrire splendidi tour nella zona Nord, situata a ridosso del Tropico del Capricorno.

Prima di avventurarsi nei territori del Nord, un viaggio in Argentina non può non includere una visita alla sua capitale, Buenos Aires, che è situata al parallelo 34 Sud. Benché qui l’inverno si faccia sentire, il clima difficilmente è estremo. Quando il vento Polare riesce ad arrivare in città, inarrestabile per via della mancanza di barriere geografiche rilevanti, si possono avere giornate fredde, ma il freddo come arriva rapidamente, altrettanto rapidamente si disperde. Il mese più freddo è solitamente luglio, ma le temperature pungenti non durano quasi mai più di una settimana.

Scoprire il Nord Ovest Argentino 

Le provincie più rappresentative e conosciute del Nord Ovest Argentino sono Salta e Jujuy e Misiones, più a Est, entrambe parte della regione sudamericana del Gran Chaco. Un viaggio in Argentina che comprenda questa macro regione è raccomandabile durante i mesi invernali (argentini), i migliori per poter godere appieno delle bellezze naturali senza finire arrostiti dal gran caldo estivo.

Queste provincie offrono ai visitatori meraviglie della natura dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, come la spettacolare valle andina Quebrada de Humahuaca e il Parco Nazionale di Iguazú, luogo meraviglioso al confine col Brasile e il Paraguay, dove si possono ammirare le famose Cataratas, le cascate, considerate una delle sette meraviglie del mondo naturale.

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Le famose cascate di Iguazú

Un viaggio in Argentina a queste latitudini rivela la bellezza cruda e pura di questa parte delle Ande capace di far innamorare il turista che ci arriva per la prima volta: paesaggi inaspettati e mozzafiato lasciano spesso senza parole e percorrere la Puna, l’altopiano della cordigliera delle Ande, a oltre quattromila metri di altezza è un’esperienza fuori dal comune. Questo è il regno della Pacha Mama, la “madre terra” che ti avvolge imponente in ogni angolo la si percorra. Il culto trae origine dalla civiltà degli Incas, il regno precolombiano tra i più potenti del Sudamerica. Alla Pacha venivano offerti doni durante le cerimonie agricole per chiederle protezione per i raccolti. La Pacha è la Dea benevola che nutre, protegge e dà sostentamento agli esseri umani ed è stata la più popolare e forte delle credenze andine, tanto da arrivare ai giorni nostri.

Chi avesse la fortuna di trovarsi in queste zone il 1° agosto potrebbe partecipare alla cerimonia della Challa che si svolge in diverse località. In questo giorno si alimenta la Pacha Mama sotterrando una pentola di coccio con cibo cotto, foglie di coca, alcol, vino, sigarette e tante altre cose della vita quotidiana che vengono regalate alla dea per ringraziarla di ciò che si è ricevuto e chiederle protezione per l’anno che arriva. È una toccante cerimonia che si ripete più volte durante il mese di agosto. Partecipare significa potersi avvicinare rispettosamente alle popolazioni autoctone condividendo con loro momenti davvero intensi e unici.

Da Salta a Cafayate

Un viaggio in Argentina per conoscere le regioni del Noa inizia prendendo un volo da Buenos Aires per Salta detta “la Linda”, la città capitale della omonima provincia, una delle più belle città argentine caratterizzata da un’architettura coloniale ben conservata. Salta fu una città molto importante nel processo di indipendenza argentina dalla dominazione spagnola e percorrendo le vie del suo centro storico si può chiaramente percepire il suo ruolo storico. Imperdibili di sera le sue peñas, raduni festosi dove si ballano le danze folcloristiche tipiche: chacareras, gatos, zambas, llamame… ebbene sì, in Argentina non esiste solo il tango!

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La cattedrale di Salta, cittadina punto di partenza del viaggio in Argentina verso le zone della Cordigliera delle Ande

Salta è il punto di partenza alla scoperta della regione sia verso la Quebrada de Humahuaca a Nord che verso la valle di Cafayate a Sud dove si trova la strada del vino, essendo Cafayate una importante zona di produzione di vino tipico quale il Torrontés, il più caratteristico bianco in Argentina. Oltre alla parte enologica, la provincia di Salta offre anche una ricca gastronomia di piatti saporiti e tipici dove il mais la fa da padrone: empanadas salteñas, locro, humitas, tamal…

Prima di inerpicarsi verso la Puna e la Quebrada di Humahuaca, che si trova nella Provinicia di Jujuy, conviene esplorare Cafayate e le Valli Calchaquìes per iniziare ad abituarsi gradatamente alle altezze ragguardevoli che si raggiungeranno durante l’altro tragitto, un po’ più “avventuroso”.

La strada che collega Salta a Cafayate, la RN 68, offre un susseguirsi di panorami mozzafiato: canyon di rocce rossicce scolpite dall’antica erosione del vento e dell’acqua, in una varietà infinita di forme bizzarre, fossili di conchiglie e ripiegamenti geologici della terra, generati dal movimento delle faglie tettoniche andine. Di notevole bellezza sono la Gola del Diavolo e l’Anfiteatro, quest’ultimo è una formazione naturale a forma di anfiteatro, appunto, dotata di un’acustica incredibile. Al termine del percorso si giunge a Cafayate dove si potrà pernottare, previa una deliziosa cena innaffiata da buon vino della zona.

La "Gola del diavolo"

La “Gola del diavolo”

Foglie di coca contro il mal di montagna: il viaggio in Argentina si fa avventuroso

Da Cafayate si parte alla volta della Quebrada de Humahuaca, si inizia l’ascesa con una deviazione a Cachi con visita, sulla strada, al Parque Nacional los Cardones (i cactus tipici di questa zona che sono assolutamente protetti, è proibito anche solo toccarli ) e l’entrata nella Puna. Qui l’altezza inizia davvero a farsi sentire e il rimedio che aiuta a sopportare il malessere del cosiddetto “apunamiento” è masticare le foglie di coca, che hanno un sapore non molto gradevole ma che davvero aiutano a evitare il mal di montagna che colpisce la maggior parte dei viaggiatori.

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Il parco nazionale “Los cardones”

Le foglie di coca si vendono un po’ ovunque, i nativi ne fanno abbondante uso e secondo le guide che portano i turisti in escursione l’unica controindicazione di un consumo costante sono sono i denti macchiati… “Le foglie di coca sono il corrispettivo dell’uva rispetto al vino” amano ripetere le guide ai turisti più diffidenti.

Il tragitto prevede anche un tratto della mitica Ruta 40 Libertador General Don José de San Martìn, la Strada Statale che collega il paese da Nord a Sud per 5174 chilometri costeggiando le Ande e toccando i posti turistici più belli e rappresentativi dell’Argentina, compresi 21 Parchi Nazionali. Un sogno comune molto avventuroso è quello di percorrerla tutta, con i suoi tratti sterrati, i suoi percorsi in alta montagna (arriva a quasi 5.000 metri al km 4601 in Abra del Acay), i suoi panorami mozzafiato dalla Provincia de Jujuy a quella di Santa Cruz in Patagonia.

La Quebrada de Humahuaca

Il percorso verso la Quebrada regala paesaggi di una bellezza poetica ed impressionante allo stesso tempo. Le montagne disegnate dai movimenti tettonici della cordigliera sanno sempre stupire con forme e colori diversi. La flora si dirada, il panorama è terra e roccia e il cielo si fa sempre più blu. In questo tragitto sulla Ruta 40 si incrocia il Viaducto la Polvorilla del famoso Tren a las Nubes, opera ferroviaria del secolo passato che arriva a 4.220 metri sul livello del mare e che è funzionante per chi volesse provare l’emozione del viaggio su uno dei treni più alti del mondo, da San Antonio de los Cobres al Viaducto La Polvorilla appunto.

Si sale ancora di più e si incrocia il Parco Salinas Grandes, una distesa di sale a perdita d’occhio ai 4.100 metri di altezza. Il sale sembra neve, il sole viene potenziato dal riflesso sul bianco candido che ci circonda a dismisura, il silenzio è avvolgente, la realtà risulta ovattata, ci si muove al rallentatore per la mancanza di ossigeno, si respira profondamente, ci si emoziona davanti a un tale spettacolo dalla disarmante bellezza. Solo per questo il vostro viaggio in Argentina risulterà indimenticabile.

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L’impressionate distesa di sale di Salinas Grandes

Il tempo più o meno lungo di una sosta in questo incredibile luogo “non-luogo”, a seconda di quanto si voglia godere della serenità che trasmette, con la possibilità di realizzare visite guidate al centro della salina. Il cammino riprende attraverso la RN 52, verso Purmamarca, la prima città della Quebrada e si lascia la Provincia di Salta per entrare in quella di Jujuy. Qui si tocca il punto più elevato, ovvero i 4170 metri di altezza, che sono celebrati da un vistoso cippo dove tutti i viaggiatori si fermano per documentare la propria impresa con un selfie o con una foto ricordo. Ci vuole un po’ di pazienza perché la fila non manca!

Da qui già si può prendere contatto con la Quebrada solo guardando il panorama mozzafiato che si apre sulla strada che scende a valle con curve che fanno temere un inevitabile mal d’auto, ma che in realtà sono larghe e di ampio respiro e si rivelano benevole. Da quassù si capisce perfettamente perché la Quebrada de Humahuaca è stata dichiarata Patrimonio Unesco: è un posto davvero incredibile!

Arrivati a Purmamarca, il paese porta della Quebrada de Humahuaca, ammiriamo uno dei simboli di questa parte dell’Argentina: il Cerro de Siete Colores, ovvero la spettacolare collina dei sette colori, che ci mostra come la natura riesca ad essere sempre una creatrice fantasiosa ed ineguagliabile.

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Humahuaca

Sulla strada per arrivare a Humahuaca, incastonata tra montagne dalle forme e colori incredibili, incrociamo piccoli villaggi andini come Maimara e la sua Tableta del Pintor, Tilcara e il suo Pucará, rovina precolombiana costruita dall’antico popolo tilcara, che la comunità originaria ha recuperato con orgogliosa tenacia e che mostra ai turisti con interessanti visite guidate.

Troviamo anche Huacalera e il suo obelisco indicante il Tropico del Capricorno, altro punto molto battuto dai viaggiatori, e ci avviciniamo sempre più a Humahuaca, capoluogo dell’omonimo dipartimento. Si tratta di un paese pittoresco, che si percorre a piedi curiosando tra le sue strette stradine per visitare la Cattedrale Nuestra Señora de la Candelaria, il Cabildo, il Monumento agli Eroi dell’Indipendenza ed Esercito del Nord, il Museo del Folclore e il mercato artigianale dove sbizzarrirsi nelle compere di souvenir, vestiti in lana dai tipici disegni andini e prodotti regionali.

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il villaggio di Maimara

Iruya, dichiarata Luogo Storico Nazionale nel 1995, è l’ultima tappa di questo viaggio alla scoperta delle tradizioni andine dell’Argentina. Situata a 2780 metri sul livello del mare si presenta a prima vista come un paese aggrappato alla montagna, con le sue vie strette, i suoi panorami imponenti, le sue tradizioni popolari rimaste ancora a 250 anni fa, complice l’isolamento dovuto alla posizione geografica. Qui si sperimenta un forte punto di contatto la comunità locale, forse uno dei lati culturalmente più interessanti di questo viaggio in Argentina.

Dopo essersi spinti fino a questa località abbarbicata sulle Ande, il viaggio si può ritornare direttamente a Salta attraverso la RN 9, percorrendo i 315 chilometri che le separano in circa 5 ore.

In totale questo giro turistico prevede un percorso di circa 1100 chilometri andata e ritorno da Salta, calcolando circa 20 ore di tragitto sul mezzo che si decide di usare per effettuarlo a proprio gusto e con le tappe più consone alle proprie esigenze.

Il vestiario suggerito è variegato: felpe, t-shirt e giacche leggere per il giorno, quando le temperature possono arrivare a 25/30 gradi e una giacca pesante per la notte per l’escursione termica tipica delle alture andine. È importante non dimenticare gli occhiali da sole e ovviamente la protezione solare che deve essere alta in quanto i raggi solari arrivano diretti e potenti grazie all’atmosfera più rarefatta.

Al rientro questo viaggio in Argentina vi regalerà un ricordo indelebile.

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