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Una visita a Tunisi: cosa vedere, fare e mangiare

Una visita a Tunisi è un’esperienza che lascia sempre un ricordo indelebile. A poche ore di volo dalle principali destinazioni europee, la capitale tunisina è una città sorprendentemente varia, dove presente e passato, moderno e antico, si amalgamano in un tutt’uno, che le conferisce un aspetto molto peculiare. Questo suo mix è ben visibile nella struttura stessa della città.
Il centro storico, rappresentato dalla Medina, è un vero e proprio scrigno di ricchezze storiche, religiose e culturali ed è caratterizzato da un’architettura prettamente coloniale: esso è il luogo più autentico in cui ci si può immergere nei colori, tradizioni e profumi tipicamente tunisini. In contrapposizione c’è la città nuova, con i suoi quartieri in piena espansione, dall’aspetto decisamente più moderno.
Città millenaria, dal carattere mediterraneo, dinamica e moderna allo stesso tempo, Tunisi va vissuta fino in fondo per essere apprezzata in tutte le sue sfaccettature.

La visita a Tunisi parte dalla città vecchia

Una visita a Tunisi non può non partire dal centro, visitabile a piedi, dove è racchiusa la vera anima pulsante della capitale.
Si percorre la conosciuta Avenue Habib Bourguiba (nome del primo Presidente della Repubblica Tunisina 1957-1987), un lungo viale concepito sul modello degli Champs Elysees francesi, che ha inizio con Place de l’Horologe conosciuta negli ultimi anni anche come Place 14 Janvier (cosi chiamata perché qui ebbe inizio la Rivoluzione tunisina nel 2011), dove si erge l’iconica torre dell’orologio, uno dei monumenti più visibili della città. Nel mezzo del viale c’è una lunga passeggiata pedonale costeggiata da locali e bar sempre molto affollati. Non a caso il centre ville è uno dei luoghi preferiti di incontro dei tunisini ma anche posto molto apprezzato dai turisti.

Visita a Tunisi

La “piazza dell’orologio”, chiamata anche “piazza 14 gennaio”

Passeggiare in Avenue Bourguiba era anche uno dei miei passatempi preferiti appena arrivata a Tunisi, mi piaceva vedere quella folla di gente che camminava senza sosta, prendermi un gelato nella famosa gelateria Champs Elysées, sostare qualche minuto nella libreria al Kitab, per poi proseguire in direzione medina. Oggi invece preferisco la tranquillità di altri quartieri, ma senza dubbio andare al centre ville ha sempre un fascino particolare: qui è facile incrociare giovani e anziani vestiti in abiti tradizionali, vedere i venditori di gelsomini che sfilano con i loro cesti profumati, i famosi lustrascarpe con i loro mini carrettini, i venditori di pane, le donne munite di sgabellino e siringa con l’henné, che realizzano tatuaggi ai passanti, ascoltare musiche provenienti dai negozietti, sentire il richiamo alla preghiera dei muezzin delle moschee vicine.

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Il carretto di un venditore di pane

Tra i numerosi edifici che incorniciano questo lungo viale l’attenzione va al Théâtre municipal che rappresenta un vero e proprio capolavoro di Art Nouveau, unico in Africa e in Asia. Il teatro risale al 1888, viene soprannominato la «bomboniera» e ospita durante tutto l’anno spettacoli e concerti di vario genere. Nel periodo del Ramadan ad esempio, vengono organizzate quasi ogni sera delle rappresentazioni musicali che propongono un’immersione totale nella cultura e tradizione tunisina, come la hadra (canto islamico sufi che racconta la vita del Profeta Maometto e del’Islam).
Poco più avanti ci si trova di fronte la bellissima Cattedrale cattolica di San Vincenzo de Paoli che affaccia su piazza dell’Indipendenza, tra l’Avenue de France e l’Avenue Habib Bourguiba. La Chiesa rappresenta un punto di riferimento per i cattolici in una città prevalentemente islamica. Se la vostra visita a Tunisi ve lo consente, e desiderate assistere a una delle messe (vengono celebrate in italiano, francese e spagnolo), visitatela di domenica o di sabato.

La Medina di Tunisi

Avenue Bouguiba conduce all’ingresso della medina, il cuore storico della città, segnato dall’antica porta Bab el-Bahar, chiamata anche Porte de France, che determina il confine tra la città vecchia e quelle nuova. Da questa piazzetta, che si apre con una fontana centrale e dei caffè laterali, i passanti si dirigono per le varie stradine del suq. La Medina (che in lingua araba significa “città”) venne fondata dagli arabi alla fine del VII secolo ed è un luogo meraviglioso e pieno di fascino, tanto che dalla fine degli anni settanta fa parte dei beni patrimonio dell’umanità dell’Unesco (visita virtuale alla Medina). A conferirle tanto charme è il connubio di elementi architettonici e culturali che rappresentano i diversi popoli che hanno abitato Tunisi: gli arabi, gli spagnoli, i turchi, i berberi, i cristiani, gli ebrei.

Passeggiare nella Medina è un’emozione indescrivibile: si ha l’impressione di essere in un’altra città e di perdersi nel tempo e nello spazio: un labirinto di vicoli stretti in mezzo al quale sorgono i vari souk, i minareti, porte colorate, antiche inferriate, passaggi coperti, musei e luoghi di cultura, sale da tè, mederse (scuole coraniche), hammam (bagni turchi), ateliers di sartoria, minuscoli panifici. Ogni tanto si aprono piazzette nascoste e scorci del tutto inattesi, il che renderò la vostra visita a Tunisi ancora più suggestiva.

Le caratteristiche porte delle case nella medina di Tunisi

Le caratteristiche porte delle case nella Medina di Tunisi. Se ne possono vedere di ogni tipo  durante una visita a Tunisi.

La struttura della Medina segue una logica ben precisa : al centro si trova la sede del potere religioso, rappresentata dalla Grande Moschea Zeituna edificata intorno al 730 d.C e seconda moschea più grande della Tunisia, conosciuta anche con il nome di «Moschea dell’Ulivo». La moschea è uno dei luoghi più frequentati (l’accesso all’interno non è però consentito ai non musulmani) e per lungo tempo è stata utilizzata non solo come luogo di culto, ma anche come università islamica e centro politico e religioso. Dalla moschea Zeitouna si diramano le varie stradine principali dei suq: il suq dei librai, degli orefici, dei profumieri, delle stoffe pregiate… insomma un mondo tutto da scoprire!

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Una boutique di profumi nella Medina di Tunisi

Una passeggiata al suq, tappa obbligata di una visita a Tunisi

Nelle zona alta della Medina uscendo dai vicoli si arriva alla Kasbah, nota anche come piazza del Governo, una piazza simbolica e sede anche di diversi ministeri. Ciò che colpisce sono i numerosissimi fili di bandierine tunisine che circondano la piazza e un’atmosfera di grande calma, in contrapposizione con la frenesia dei suq che si trovano a soli pochi metri.

Una delle esperienze più entusiasmanti che si possono vivere nel corso di una visita a Tunisi è la scoperta dei mercatini, i suq appunto, un saliscendi di stradine tortuose affiancate da botteghe artigianali di ogni tipo: vestiti tradizionali, ceramiche, fouta, borse in cuoio e paglia, gabbie per uccelli, gioielli, oggetti antichi, vassoi e piatti decorati, hennè, spezie e profumi. Molti di questi negozi sono si minuscoli e stretti, ma in realtà si sviluppano su più piani culminando con una terrazza. Le terrazze rappresentano delle piccole opere d’arte, impreziosite di decorazioni, mattonelle in ceramica lavorate a mano, colonne e piccoli archi, anfore e tappeti sparsi ovunque.

Contrattare sempre i prezzi nel suq

Il suq è il luogo in cui si perde il senso dell’orientamento e ci si resta ore intere senza accorgersene, investiti dai suoi travolgenti fasci di luci, i colori sgargianti delle mercanzie esposte e gli odori penetranti di cibo, spezie, cuoio, profumi. Per quanto sia una esperienza entusiasmante, andare al suq richiede però una enorme dose di pazienza. Non solo per il la via vai di gente di gente che ingombra il passaggio, ma anche e soprattutto per via dei venditori che importunano il visitatore, e in particolare il turista, insistendo per far comprare le loro mercanzie e rifilando molto spesso prezzi più alti di quelli proposti a un locale. Se nella vostra visita a Tunisi non siete accompagnati da gente del posto, vi consiglio di contrattare bene i prezzi… molti tunisini parlano anche in italiano e non ci sono grandi problemi di comunicazione.

Mangiare nel suq
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Uno scorcio all’interno della medina

Se si ha voglia di una pausa gastronomica, nel trambusto del suq si trovano ovunque gli angoli dei sapori. L’odore dei dolci e del pane appena sfornati e le spezie dagli odori forti stuzzicano i palati di ogni passante. La scelta è vasta e si può approfittare per gustare qualche delizia tunisina a prezzi davvero irrisori: dai maqrudh (dolci fritti con pasta di datteri) al pane caldo, dal brik (tipo di pasta sfoglia con tonno e uova) al fricassé (specie di bigné salato con tonno olive e uova), dal piatto di kaftaji (verdure con uovo, fritte e sminuzzate) alla deliziosa lablabi (minestra di ceci con harissa, peperoncino tunisino).

Se invece si vuole mangiare in un bel ristorante e godere anche di un’atmosfera dalle mille e una notte, consiglio uno dei tanti locali della Medina, tra questi, solo per citarne uno tra i più conosciuti, Dar el Jeld  al quale si accede attraverso una gigantesca porta gialla. Il ristorante è molto chic e si che si trova all’interno di un’antica casa tradizionale tunisina. Ovunque presenta mosaici, colonne decorate, piastrelle antiche, porte tradizionali, marmi antichi e un bellissimo balcone che affaccia sul patio.

La cucina, generosa e succulenta, propone vari piatti della tradizione locale, dai differenti tipi di couscous (all’agnello, ai calamari farciti, alle verdure), alle varie proposte di carni fino ai pasticcini profumati con acqua di rose, l’assida zgougu (dessert a base di nocciole o di pinoli del pino di Aleppo), la bouza (deliziosa crema di nocciole) o ancora la zriga una crema pasticciera alle mandorle, la makhouka (semola con uvetta passita e datteri). Non manca una generosa carta dei vini tunisini (nei locali turistici e negli hotel in genere si servono i vini e le birre locali anche se ci sono zone in cui è proibito). A caratterizzare il ristorante oltre al buon cibo, anche i camerieri che indossano rigorosamente l’abito tradizionale e un musicista che anima tutte le serate con musiche orientali suonate con uno strumento tipico simile all’arpa, il qanoun.

Molto suggestivo è anche Foudouk el Atterine un antico caravanserraglio a pochi passi dalla moschea Zitouna e nel cuore del suq. Oggi il ristorante ospita anche una esposizione permanente di prodotti artigianali tunisini e anche qui si può gustare il meglio della gastronomia tunisina.

Quanto ai prezzi dei ristoranti essi variano a seconda della location scelta. Alla medina si trovano locali per tutte le tasche e in media non si superano i 30/40 euro a persona in quelli più chic.

Il verde e la vita notturna

Dopo la frenesia del centre ville è consigliabile proseguire la visita a Tunisi nei quartieri più tranquilli. Il taxi è il mezzo di trasporto più facile per spostarsi da un punto all’altro della città.
Se si vuole trascorrere po’ di sano relax prima di continuare alla scoperta di Tunisi, si può fare un salto al Parco del Belvedere, a pochi km dall’Avenue Bourguiba, una vera oasi di pace, anche se purtroppo le macchine circolano all’interno. Il parco ospita un laghetto e alte palme, oltre ad un piccolo zoo dove ci sono alcuni animali tipicamente africani.
A pochi minuti di distanza dal parco si possono visitare i non lontani quartieri di el Menzah, El Manar o Ennaser che pullulano di caffè, ristoranti e locali per i giovani. Per trascorrere le serate e vivere un po’ di movimento notturno, la Soukra invece è il quartiere più gettonato. Questo è uno dei luoghi di ritrovo della gioventù modaiola di Tunisi, che si incontra per passare serate piacevoli in compagnia, tra ristoranti e discoteche.

Il museo del Bardo

Per gli amanti dell’arte, nel quartiere del Bardo, nella periferia occidentale di Tunisi, si trova il l’omonimo museo, tristemente salito alla ribalta delle cronache dopo il grave attentato terroristico del 18 marzo 2015. Il Museo del Bardo si trova nell’antico palazzo del bey del Bardo, interamente rinnovato e ampliato nel 2012 e che racchiude al suo interno dei reperti archeologici straordinari ed in particolare l’enorme collezione di antichi mosaici romani che fanno di essi uno dei più bei musei al mondo. Il Bardo riunisce numerosissimi reperti raccolti nei vari siti tunisini di Cartagine, Mahdia, Susa, Bulla Regia, Dougga, Tebourba oltre a esposizioni di cultura araba vecchie e nuove.

I quartieri della banlieu nord

La visita a Tunisi può proseguire verso la banlieu nord, dove si trova il quartiere del Lac, senza dubbio quello più apprezzato per la sua vista ineguagliabile sul lago di Tunisi.

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Il quartiere inizia con Les berges du lac e si protrae fino al lac 2, un quartiere con strutture nuove e palazzi residenziali moderni.

Il lac 2 è il centro degli affari, qui hanno sede molte società locali e straniere, ambasciate, caffè, ristoranti e magnifiche ville. Di recente sono stati costruiti anche due grandi centri commerciali che ospitano negozi di grandi firme, sale da sport, ristoranti.

Il Lac 2 è anche un quartiere a forte vocazione medica, con varie cliniche internazionali e centri medici di alto livello. Per quanto offra prezzi più alti rispetto ad altri quartieri è sicuramente molto tranquillo e piacevole per trascorrerci una serata.

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Un centro commerciale nel quartiere Lac 2

Non distante dal lac, c’è la Goulette, un quartiere in cui hanno da sempre convissuto pacificamente musulmani, ebrei e cristiani. Qui a partire dalla fine dell’800 nacque la «Piccola Sicilia», così chiamata perché popolata da siciliani emigrati in Tunisia (per lo più artigiani e pescatori) per fuggire dalla guerra nella speranza di trovare un lavoro e avere una vita migliore. Italiani e tunisini formarono insieme una sola comunità, favorita anche dai matrimoni misti (tra i personaggi della Goulette, ricordiamo la famosa attrice Claudia Cardinale, che non a caso era soprannominata la più bella donna di Tunisi).

La comunità siciliana, fortemente ancorata alle sue tradizioni religiose, per molto tempo, ogni 15 agosto, ha celebrato il rito della Madonna di Trapani. Sospesa per diversi anni, oggi la processione è tornata a ripetersi.
Della comunità siciliana alla Goulette rimane un’opera molto bella: la Chiesa Parrocchiale di Sant’Agostino edificata in stile neoclassico e ristrutturata di recente. Sede del porto, dove arrivano le navi da crociera e i traghetti che attraversano il Mediterraneo, la Goulette oggi è conosciuto soprattutto per la varietà di ristoranti di pesce e cucina tradizionale.

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La Goulette

Spostiamoci ora verso i quartieri di Gammarth e la Marsa. Gammarth è un quartiere elegante e tranquillo, situato sul mare con una lunga spiaggia meta di stranieri e di tanti tunisini borghesi. Qui ci sono diversi locali, discoteche e hotel di lusso.

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Uno scorcio del quartiere La Marsa

La Marsa quartiere che si estende tra la collina di Sidi Bou Said e la scogliera di Cap Gammarth, ha un aspetto molto particolare dato dal connubio di stili architettonici diversi: costruzioni coloniali, moderni hotel, scuole rinomate, centri commerciali e villette. Oltre ad essere una stazione balneare molto apprezzata, è anche conosciuta per i numerosi ristoranti, caffè e locali notturni. Qui godetevi una bella passeggiata sulla corniche e mangiate un caldo fricasse (bignet salato fatto con l’impasto del pane e ripieno di patate, tonno, olive e uova, davvero delizioso) in uno dei chioschetti lì ubicati.

Ci si può poi rilassare nel famoso caffè Saf Saf, un luogo leggendario che ha brillato per molti anni nella cultura e nella tradizione tunisina, tanto che il quotidiano Le Monde gli ha assegnato anche il titolo di “il caffè più bello del mondo”. Il locale è frequentato quotidianamente da uomini che si riuniscono per giocare a carte, ma anche da famiglie in cerca di relax e autenticità e dai turisti di passaggio incuriositi da questo caffè.

Il sito Cartagine

Immancabile una visita al sito di Cartagine, un sobborgo lussuoso situato sul mare e poco distante dalla capitale. Cartagine si caratterizza per le sue tante villette e presenta vestigia disseminate un po’ ovunque. Per visitarla non ci vuole molto: si puo’ iniziare ad esempio con il sito del Museo Nazionale situato sulla collina di Byrsa, uno dei due principali musei archeologici della Tunisia, (insieme al museo nazionale del Bardo) che si trova presso la cattedrale Saint Louis (la cattedrale non è più adibita al culto, ma viene utilizzata come sala da concerto per ed anche esposizioni artigianali) e che raccoglie i reperti rinvenuti negli scavi della città punica e romana a partire dal XIX secolo: sarcofagi, marmi, materiali funerari, gioielli, mosaici romani, anfore e sculture varie.
Altro sito di grande importanza ed anche il più vasto e spettacolare di tutte le rovine di Cartagine, è quello delle Terme degli Antonini, le più grandi e importanti delle province africane, situato in riva al mare e anche questo di età romana. Non lontano ci sono l’antico sito archeologico del Tophet de Salammbo (il più antico luogo di culto punico) e gli antichi porti punici.

Il borgo di Sidi Bou Said
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Una tipica porta blu delle case del pittoresco borgo Sidi Bou Said

Una visita a Tunisi non può non concludersi con un’escursione al meraviglioso borgo di Sidi Bou Said. Chi c’è stato se ne innamora subito e ne conserva un ricordo molto bello. Sidi Bou Said, la «perla blu della Tunisia, rappresenta sicuramente uno dei posti più belli e visitati, con le sue stradine in stile arabo andaluso, le case bianche con porte e finestre azzurre.

Sidi Bou Said si erige su su una collina che offre un panorama mozzafiato sul mare, nella parte bassa si trova un piccolo porticciolo e una spiaggia che in estate è molo affollata dai locali.
Per visitare Sidi Bou Said non c’è un itinerario preciso da seguire. Una volta arrivati, non resta che incamminarsi nelle sue stradine, andare alla scoperta degli scorci e immergersi nei suoi colori, fotografare le sue porte, i suoi cortili, i fiori di bouganville che sbucano ovunque, i suoi giardini, entrare nei suoi negozietti e sostare in uno dei tanti caffè panoramici.

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Un venditore di gelsomini nel quartiere di Sidi Bou Said

La cosa migliore da fare è visitare Sidi Bou Said in diversi momenti della giornata, perché proprio le luci e il loro orientamento, a seconda dell’ora, rendono diverso e incantevole questo borgo.
Sidi Bou Said è conosciuto anche per i suoi storici caffè. Tra questi il Café des Nattes chiamato anche Qahwa el Alya («il caffé di sopra»), locale molto apprezzato dai turisti. Qui si può sorseggiare un ottimo tè ai pinoli o mandorle o anche un succo di fragole stando sdraiati comodamente sulle sue stuoie o anche e ammirare dalla sua terrazzina il chiacchiericcio della gente che passeggia per i vialetti. Durante la vostra visita a Tunisi nel borgo di Sidi Bou Said non potete perdervi la degustazione del golosissimo bambalouni, dolce fritto tipo ciambella che viene servito caldo ai passanti e che costa pochi centesimi di dinari. Meritano una visita anche il bellissimo Centro di Musica Araba e Mediterranea oltre al museo Dar Al Annabi.

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L’autrice dell’articolo, Alina Gianfrancesco, all’interno del “Café des nattes” nel quartiere Sidi Bou Said

La tradizione dell’hammam

Per apprezzare una visita a Tunisi in tutte le sue sfaccettature bisognerebbe anche provare alcune delle esperienze culturali tipiche offerte dal Paese. Tra queste, una delle tradizioni più diffuse, è quella dei bagni turchi, più conosciuti come hammam, veri templi del relax. Un tempo gli hammam erano l’unico posto per lavarsi e da sempre hanno fatto parte della cultura locale. L’hammam infatti è uno dei rituali preferiti dai tunisini che almeno una volta a settimana vi si recano per godere di qualche ora di relax. Questi luoghi sono frequentati anche in occasione dei matrimoni per purificarsi prima del grande giorno.
Da notare che gli hammam esistono per donne e per uomini separatamente, oppure sono aperti agli uomini la mattina e la sera e per le donne nel pomeriggio. Hammam misti si trovano solo negli hotel.

All’interno dell’hammam, in generale, ci si può rimanere il tempo che si desidera e il prezzo non è calcolato sulle ore di permanenza. La tariffa in un hammam tradizionale non supera i 3 euro, in quelli più nuovi le tariffe sono decisamente più alte.
Gli hammam più antichi sono concentrati nella medina della città, come l’Hammam Kachachine, risalente al periodo ottomano e riconoscibile dalla sua porta a strisce nere, verdi e rosse. L’Hammam Kachachine è considerato un vero e proprio tempio del benessere imperdibile per chi pianifica una visita a Tunisi.

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