Questo sito contribuisce alla audience dilogo Tiscali

Italiano a Boston. Da agente di viaggio a chef

Mi sono trasferito a Boston nel luglio del 2015 per stare vicino alle mie bambine che vivono con la mia ex-moglie. All’inizio della mia esperienza mi sentivo come Alice nel paese delle meraviglie perché passare dalla piccola provincia veneta alla grande città americana non è molto semplice. Uno stile di vita totalmente diverso, una città ed un paese immensamente più grandi, tutto mi sembrava gigantesco, sproporzionato. Di porti ed aeroporti ne ho visti molti in vita mia, di città ne ho visitate parecchie, ma vivere negli Stati Uniti non l’avevo mai sperimentato.

Essere un italiano a Boston non è sempre facile. La realtà americana non è né migliore né peggiore della nostra, è differente. Ritmi di vita e di di lavoro, persone, strade, paesaggi, tutto è cambiato da quando sono qui. Le cose più semplici a volte diventano complicate. Prendere confidenza con misure diverse (pollici, miglia, once ecc), capire come vive l’americano “medio”, non è immediato, gli americani sono molto diretti, diciamo che non conoscono l’arte della mediazione e in questo sono completamente differenti da noi italiani.

italiano a Boston la baia

La baia di Boston

Per fortuna un italiano a Boston si rende subito conto che la città, rispetto ad altri luoghi degli States, è molto europea, sia come concept, sia come spazi. Boston è una città di mare, una delle poche città negli Usa che può vantare di avere una storia, i primi padri pellegrini arrivarono qui. Ci sono grandi parchi verdi che possono ricordare quelli londinesi. È una città vivibile, una metropoli moderna fatta di grattacieli ma anche di grandi spazi aperti. Boston non opprime, ti lascia respirare, è bella da vivere, ti lascia camminare.

In Italia ho lavorato nel mondo dei viaggi fino alla fine del 2014, poi ho cambiato settore e mi sono dedicato a tempo pieno alla cucina che è la mia vera passione. Trovare lavoro negli Stati Uniti non è stato difficile e questa è una delle cose che più mi piace di questa nazione. Io il mio l’ho trovato prima di partire, pubblicando un annuncio sul portale Craiglist poi una volta qui, dato che non ero soddisfatto, ho cambiato semplicemente chiedendo ad altri ristoranti se avevano bisogno di qualcuno in cucina.

Come italiano, una cosa che mi infastidisce delle abitudini americane è la superficialità che si ha nel cucinare e l’ignoranza sulla cucina italiana che viene spesso bistrattata. Tuttavia, abituarmi alla vita in questa parte di America alla fine non è stato poi impossibile. Dopo i primi giorni di disorientamento, nuovo lavoro, nuovi colleghi, nuove strade da conoscere (qui si può sorpassare a destra) mi sono abituato e il mio ritmo di vita ora somiglia parecchio a quello che avevo in Italia. Sono felice della mia scelta, l’Italia mi manca ovviamente, ma non tornerei indietro.

 

Ti potrebbe anche interessare