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Sciare in Catalogna e dintorni: la neve sui Pirenei

Chi non ha mai vissuto a Barcellona spesso ignora che sciare in Catalogna può essere gratificate quanto farlo sulle piste delle migliori località sciistiche di casa nostra. Me ne sono resa conto parlando con un’amica da poco trasferitasi in città che, avendo visto alcune fotografie su Facebook delle mie sciate familiari, si è stupita e mi ha domandato come fosse sciare in Catalogna. Come me, ai tempi del mio arrivo a Barcellona, non aveva alcuna idea di quanto può essere sorprendente e divertente passare qualche giorno sulla neve nei comprensori sciistici dei Pirenei.

Devo confessare che l’atteggiamento iniziale da parte mia e di mio marito era di grande scetticismo. Venendo dal Nord Italia ed essendo abituati a sciare in paradisi come le Dolomiti o le Alpi in generale, eravamo convinti che in un territorio tanto a sud e così vicino al mare non saremmo riusciti a trovare grande soddisfazione e che sarebbe stato difficile appassionare i nostri due figli, che ormai cominciavano ad avere l’età giusta per mettere gli sci ai piedi.

Spinti da un gruppo di amici, nell’ormai lontano 2010, abbiamo prenotato la nostra prima settimana bianca catalana a La Molina. Eravamo tre famiglie con ben sette bambini al seguito di età compresa tra i 3 e gli 8 anni, tutti attrezzati e soprattutto ansiosi di frequentare il loro primo corso di sci.

Sciare in Catalogna a La Molina, località per famiglie

Lo confermo: il pregiudizio gioca veramente brutti scherzi e preclude moltissime esperienze! La settimana è stata divertentissima e i bambini sono tornati a casa entusiasti, tanto che l’anno dopo abbiamo ripetuto.

La Molina è una stazione sciistica a due ore circa da Barcellona, che si raggiunge agevolmente sia in macchina che in treno. È un po’ come il Cerreto per noi spezzini, un luogo dove si va il fine settimana o con bambini piccoli: un ambiente familiare con piste relativamente semplici, seppur di buona pendenza e abbastanza varie. L’unica pecca, davvero scioccante per noi italiani abituati ai rifugi alpini, è l’offerta “gastronomica” in quota.

Come è possibile, dopo una mattinata trascorsa a sciare, non mangiare la polenta con selvaggina, salsiccia artigianale o formaggio fuso, e ritrovarsi invece, come unica opzione, l’industriale hamburguesa con patatas fritas?

I comprensori sciistici del Principato di Andorra

Pienamente soddisfatti dall’esperienza dei due anni precedenti, l’anno successivo abbiamo deciso di andare più lontano e di provare i comprensori sciistici del Principato d’Andorra. Tecnicamente non si tratta di sciare in Catalogna, ma la relativa vicinanza con Barcellona fa di queste piste luoghi molto frequentati dai catalani. I bambini ormai sciavano già bene e anch’io potevo godermi una mattinata intera sugli sci dopo aver lasciato i pargoli alle cure dei monitores (i maestri di sci locali), che ho trovato veramente in gamba e preparati.

Con il solito gruppo, più altri amici che negli anni si sono aggiunti, abbiamo prenotato alcuni appartamenti in un residence direttamente sulle piste da sci a Pas de la Casa nel comprensorio di Grandvalira.

Gli impianti di risalita a Pas de la Casa , nel comprensorio sciistico di Grandvalira

Gli impianti di risalita a Pas de la Casa , nel comprensorio sciistico di Grandvalira

Andorra ha due grandi comprensori: Grandvalira e Vallnord, raggiungibili da Barcellona in poco più di tre ore di auto, che purtroppo possono diventare anche sei in caso di code per il passaggio della frontiera, dal momento che il Principato non fa parte dell’Unione Europea. La non appartenenza all’Unione è certamente apprezzata da chi desidera fare acquisti, data la sua natura di porto franco esente da tassazione, ma può diventare una batosta pazzesca se non si presta attenzione all’uso del cellulare spagnolo o europeo in genere. Io, in quella prima vacanza, mi sono ritrovata una bolletta di 250€ per chiamate in roaming!

Belle piste, ristorazione di qualità e intrattenimento per i bambini

Il livello delle piste da sci e delle istallazioni in generale è decisamente superiore rispetto a quello de La Molina. Negli anni abbiamo notato un progressivo investimento nel migliorare gli impianti e l’accoglienza. In particolare, l’impegno sempre più marcato di internazionalizzare le stazioni di sci, tramite l’offerta di corsi in varie lingue, oltre al catalano, spagnolo e francese, come inglese e russo. Fino ad arrivare nel 2016 all’organizzazione di una data della Coppa del Mondo femminile in una stazione sciistica di Grandvalira.

Il solarium di un rifugio sulle piste del comprensorio di Grandvalira

Il solarium di un rifugio sulle piste del comprensorio di Grandvalira

Nei comprensori sciistici del Principato di Andorra i bar e i ristoranti sulle piste offrono servizio e cibo di buon livello e dispongono di terrazze con intrattenimento musicale differenziato per luogo e orario del giorno.

Anche i bambini più piccoli hanno di che essere contenti, e di conseguenza i loro genitori. In entrambi i comprensori andorrani, infatti, sono presenti circuiti infantili, separati dalle normali piste, dove i bambini possono scendere soli in totale sicurezza e autonomia. Il più divertente ed esteso si trova al Canillo dove si ha l’impressione che sia stato creato un mini comprensorio solo per i più piccoli.

Sciare in Catalogna nella località più rinomata: Baqueira-Beret

Negli ultimi due anni, ormai forti della nostra esperienza sulle nevi catalane, ci siamo avventurati in luoghi ancora più remoti.

L’anno scorso abbiamo voluto verificare direttamente se la fama di Baqueira-Beret come regina delle nevi dei Pirenei fosse meritata. Così, armati di scorta musicale e film per i ragazzi, abbiamo intrapreso il “viaggio” di quasi cinque ore di macchina verso la Val d’Aran, con partenza nel tardo pomeriggio del venerdì, per un fine settimana di sci, nonostante le pessime previsioni meteo.

Impianti di risalita al coperto per bambini e principianti a Baqueira-Beret

Impianti di risalita al coperto per bambini e principianti a Baqueira-Beret

In tutta la zona del Pirenei, fortunatamente, non è difficoltoso viaggiare per le strade di montagna, almeno in quelle principali, perché oltre ad essere normalmente larghe sono anche quasi sempre ripulite dalla neve tramite i consueti mezzi meccanici.

Sciare a Baqueira-Beret non è stata solo un’esperienza sportiva, ma anche mondana. Piste bellissime e lunghissime, con panorami veramente mozzafiato.

In questa cornice naturale, tra bar e tavole calde “normali” (almeno per noi italiani), un giorno ci siamo concessi una sosta al Moet & Chandon bar, piccola baita al bordo delle piste più in alto, dove puoi scegliere di rilassarti bevendo una coppa di champagne (ovviamente) e mangiare jamón ibérico. Un vero lusso…

Viehla, la capitale della “comarca” della Val d’Aran

Baqueira e in particolare, Viehla, la capitale comarca della Val d’Aran (provincie e comuni in Spagna si raggruppano in distretti territoriali chiamati comarche), si dirigono ad un pubblico di livello economico medio-alto, non a caso il re di Spagna si dice prediliga trascorrere le sue vacanze sciistiche proprio qui.

Una vista di Vielha, capoluogo della Val d'Aran. Foto: Alberto Gonzalez Rovira

Una vista di Vielha, principale comune della Val d’Aran. Foto: Alberto Gonzalez Rovira

Rispetto ai centri abitati di Andorra, Viehla somiglia molto di più ai paesini delle nostre Alpi. In qualche momento abbiamo avuto l’impressione di essere proprio a Cortina, forse anche per le caratteristiche delle persone e dei negozi che abbiamo incontrato gironzolando per le stradine del centro storico. Per caso, in una piazzetta deliziosa contornata di case di sasso, ci siamo imbattuti in un negozio dove l’unico prodotto che si poteva acquistare (e ovviamente degustare) era il caviale, prodotto in un laghetto sulle montagne un poco più a nord, proprio al confine con la Francia, accompagnato da una coppa di Cava, la variante catalana del nostro prosecco.

Le piste dei Pirenei aragonesi

Per la mia famiglia la novità della stagione sciistica 2016/2017 è stato il comprensorio di Cerler, nel Pirineo aragonés (l’Aragona è una comunità autonoma che confina con la Catalogna).

Foto Cerler 1

Una pista di Cerler

Ormai lanciati alla scoperta dei paradisi dello sci spagnoli, l’dea di un viaggio di cinque ore e mezza non ci spaventava. Però, come spesso succede, mai dare nulla per scontato… c’eravamo abituati troppo bene!

La prima parte del tragitto non ha avuto nulla di inaspettato, con la solita strada larga e ben tenuta, però più ci si avvicinava ai monti, più la strada diventava stretta e piena di curve, in alcuni tratti quasi a stento passavano due macchine, figuriamoci una macchina e un camion o un autobus. Fortunatamente, era il ponte dell’immacolata e la stagione non era ancora praticamente iniziata, per cui il traffico era abbastanza esiguo. Alcuni amici ci hanno raccontato che in alta stagione il percorso può essere molto avventuroso, soprattutto nella parte che per alcuni chilometri presenta uno strapiombo vertiginoso verso il ruscello che scorre più in basso. Un panorama fantastico, ma decisamente impervio.

Benasque, il villaggio a valle di Cerler e centro commerciale della zona ci fermiamo per curiosare in giro e scopriamo che la zona è famosa per la produzione di formaggi di capra e di pecora e ci riproponiamo di ripassare prima di tornare a Barcellona per comprarne un assaggio. Buonissimo, come pure gli yogurt di pecora da mangiare come dessert con il miele o la composta di mele.

A Cerler abbiamo passato quattro giorni di sci molto intensi, alloggiando in un vecchio casale del 1500 appartenuto al più grande proprietario di bestiame dei Pirenei dell’epoca, Pedro Cornel arcivescovo di Tarazona.

I difetti del comprensorio di Cerler

Il comprensorio è ben organizzato e quasi tutte le piste hanno gli impianti di innevamento programmato, tuttavia due cose non ci sono piaciute moltissimo: la seggiovia del Robellons, nodo nevralgico degli impianti, non è a sganciamento a grande portata, ma di tipo tradizionale, lentissima e fermata in continuazione per difficoltà varie. In secondo luogo, molte piste sono esposte a nord e praticamente sempre in ombra, per cui sugli impianti di risalita il freddo era veramente pungente.

Un panorama sulle piste di Cerler.

Un panorama sulle piste di Cerler.

Fortunatamente, proprio a fine pista c’era un fantastico ricovero di sci e scarponi, dotato di impianto di riscaldamento ad aria, per cui sia a fine giornata che di mattina gli scarponi erano caldi e asciutti.

I Pirenei sempre più frequentati grazie a neve abbondante e ottimi servizi

Ovviamente i luoghi per sciare in Catalogna e dintorni che ho citato sono soltanto quelli di cui abbiamo avuto esperienza diretta, ma l’offerta è molto più vasta.

I Pirenei negli ultimi hanno avuto uno sviluppo esponenziale, anche forse per il fatto che le nevicate sono sempre state molto copiose e le temperature si mantengono basse per molti mesi, permettendo l’utilizzo costante degli impianti di innevamento artificiale. L’anno scorso, per esempio, è stato possibile sciare fino ad aprile.

Proprio in questi giorni, l’altezza della neve sulle piste, in molte località dei Pirenei, supera i due metri. Considerando l’alacrità dei catalani nel lavoro di preparazione degli impianti e quanti addetti e mezzi sono impiegati, sicuramente avremmo una stagione lunghissima anche quest’anno.

Ciò che accomuna buona parte dei luoghi sciistici sui Pirenei è la comodità di accesso agli impianti e i servizi agli sciatori: i parcheggi sono spesso vicini agli impianti di risalita, i percorsi delle piste sono sempre molto ben segnalati e le piste stesse ben preparate. Gli sciatori, in particolare quelli con bambini, hanno la possibilità di affittare armadietti portasci e scarponi vicino alle telecabine, o in alcuni casi in quota, così da permettere un cambio di attrezzatura veloce e comodo, evitando le classiche camminate (e sudate) con gli sci in spalla e gli scarponi ai piedi, tanto odiate quando eravamo bambini.

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