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Paolo Gallo: da contabile a Milano a youtuber e allenatore di calcio a Sydney

In Italia quando si pensa alla figura del ragioniere, complici anche i vecchi film di Fantozzi e del compianto Paolo Villaggio, ci si immagina spesso un professionista schiavo della routine e del posto fisso.

Paolo Gallo, trentatreenne di Arluno, in provincia di Milano, è di certo un ragioniere atipico. Appassionato di calcio e di radio, dopo quattordici anni trascorsi da contabile, nell’agosto del 2016 si è licenziato per inseguire i suoi sogni.

Oggi è allenatore a Sydney dove si occupa della preparazione di bambini e ragazzi della Milan Academy e contemporaneamente gestisce il suo canale youtube, Why not, dove pubblica interessanti interviste agli italiani espatriati che incontra sul suo cammino.

allenatore a SydneyUn frammento di un’intervista di Paolo Gallo suo canale “Why not” a un’italiana espatriata 

L’esperienza in radio

Quella di Paolo Gallo è la motivante storia di un ragazzo che, nonostante sia rimasto orfano di madre a soli undici anni, non ha rinunciato a scoprire il mondo in cerca di nuove opportunità.

Tutto è cominciato qualche anno fa, quando molti amici sono andati a vivere all’estero per studio o per lavoro. Ogni volta che tornavano trascorrevo ore a fare domande, ero stracurioso e vedevo che a loro faceva piacere raccontarsi. Ho sempre avuto la passione per la radio e anche se non avevo nessuna esperienza in materia ho proposto a un amico di infanzia, che aveva avviato una webradio, di darmi uno spazio in cui presentare vere e proprie interviste agli expat di passaggio in Italia. Così, nel settembre del 2014, è andata in onda la prima puntata di Why not. Ma a quell’epoca non avrei mai immaginato che sarei diventato un allenatore di calcio a Sydney.

Da giocatore di calcio ad allenatore dei bambini

Nella vita di Paolo Gallo il calcio ha sempre avuto una grande importanza. Non pago delle otto ore di ufficio e di quelle extra dedicate alla radio, per anni ha allenato i bambini di una squadra di calcio di paese.

Fino a ventisette anni sono stato un giocatore, ma dopo la terza operazione al ginocchio ho dovuto rinunciare. Un amico mi ha detto che una squadra cercava un allenatore per i bambini di sette anni. Io non l’avevo mai fatto, ma mi sono “buttato” perché l’idea mi piaceva molto. Ho capito subito che questa sarebbe stata la mia nuova passione, così ho deciso di farlo in modo più professionale e di prendere il patentino Uefa C per i tecnici delle squadre giovanili.

allenatore di calcio a Sydney

Paolo Gallo in veste di allenatore di calcio a Sydney

Il 2016 per questo giovane ragioniere dal sorriso contagioso e dalla grande forza comunicativa è stato un anno risolutivo. È lui stesso a raccontare quello che è accaduto dentro di lui:

Ero molto insoddisfatto del mio lavoro. Dopo quattordici anni non mi sentivo più a mio agio. Passavo tutte le mie giornate in ufficio, tutte le sere e i weekend sul campo e mi sentivo oppresso. Mi chiedevo: ci sarà qualcos’altro? Intervistare le persone che andavano all’estero per me era una specie di primo passo per sapere che cosa succedeva quando lasciavi tutto e ti trasferivi. E per capire se era davvero possibile cambiare. Credo che le storie delle persone possano arricchirci. Ho sempre letto libri e guardato film non solo per il gusto di leggere e divertirmi, ma soprattutto per imparare qualcosa. Mi sono sempre piaciute le biografie e le autobiografie, le storie dei capitani d’azienda. Sento che dalle esperienze altrui posso apprendere tanto.

Why not, perché non provarci? 

Why not? Perché no? Perché non mollare tutto e provare a vivere una vita differente, si chiede Paolo Gallo in quel periodo della sua vita in cui ogni giorno entra in ufficio con la sensazione di essere nel posto sbagliato, di stare facendo un torto a se stesso. Così attende ancora qualche mese, il tempo di lasciare tutto in ordine in azienda e ad agosto 2016 si licenzia con due obiettivi in mente: fare un corso di allenatore professionista e cercare sponsor per la sua trasmissione radiofonica. Racconta il protagonista:

Terminato il corso volevo presentarmi alle squadre professionistiche, ma il mio CV era abbastanza limitato visto che fino a quel momento avevo allenato solo in squadre di paese. Invece di inviare le solite due paginette ho avuto l’idea di preparare una presentazione di dieci pagine nelle quali parlavo non tanto di temi tecnici quanto di me, della mia visione del calcio e di come allenare i ragazzi. Volevo che si capisse chi ero in versione allenatore. 

Il curriculum incuriosisce il responsabile delle Milan Academy nel mondo, che però in quel momento non ha un ruolo da offre a Paolo Gallo. Nell’aprile del 2016 si libera un posto a Sydney e il giovane ex-contabile viene convocato, inizialmente solo per tre mesi. Ha solo due settimane per fare i bagagli e trasferirsi ma non ci pensa nemmeno su:

Ho detto subito di sì e solo dopo mi sono reso conto che avevo quindici giorni per andare a vivere dall’altra parte del mondo. Mio padre, che mi ha dato tanti insegnamenti importanti, è sempre stato un uomo molto concreto, poco sognatore, perciò già quando avevo lasciato il lavoro di contabile era rimasto sorpreso e lo shock è aumentato quando ho annunciato che avrei fatto l’allenatore di calcio a Sydney. Ma il fatto che sarebbero stati solo tre mesi ha attenuato l’effetto.

In realtà, i tre mesi iniziali sono diventati otto e al momento ne sono previsti altri sei. Spiega Paolo Gallo:

Una volta arrivato in Australia ho capito che dovevo approfittare di questa esperienza per migliorare il mio inglese maccheronico, così mi sono iscritto a un corso e per tre mesi sono andato a scuola tutti i giorni. Poi ho aperto il canale youtube “Why not” dove pubblico le mie interviste agli italiani che incontro. Mi sono reso conto che funziona ancora meglio della radio. Metto una versione di 20 min su youtube e una più ridotta di 6/7 minuti su Facebook. Mi sono ripromesso di pubblicarne una a settimana e per ora ce la sto facendo.

allenatore a Sydney

Youtuber, allenatore di calcio a Sydney e…

A dimostrazione del suo carattere dinamico e della sua voglia di fare, Paolo Gallo a Sydney non solo fa l’allenatore e posta interviste, ma da qualche mese, la mattina, insegna attività motoria ai bambini dell’asilo dai due a cinque anni.

Ho ottenuto una certificazione che si chiama working with children che mi permette di lavorare con i bambini piccoli ed è un’esperienza bellissima. Vivere a Sydney mi piace, è una città stupenda con paesaggi meravigliosi. Certo, per uno che viene da un paesino di undicimila abitanti come me, le distanze qui sembrano enormi e i rapporti umani, per quanto positivi, non sono quelli che hai con gli amici che vedi tutti i giorni al bar. Il costo della vita è alto, ma le opportunità di lavoro ben retribuito non mancano e la vita è resa più facile dalla scarsa burocrazia. Qui ho aperto un conto in banca in 45 minuti senza fila, in 20 la partita Iva e in 10 il codice fiscale online….

Della società australiana apprezza la capacità di reinventarsi, il fatto che ci siano tante persone che decidano di cambiare vita a qualsiasi età, mentre in Italia ogni scelta di questo tipo è vista come una follia irresponsabile:

In Italia quando dicevo che ero stufo di fare il ragioniere e volevo licenziarmi mi dicevano che a ventisette anni era troppo tardi, che ero pazzo, che ormai ero fuori tempo e che avrei dovuto pensarci prima. Da noi spesso c’è la mentalità che se nasci ragioniere devi morire ragioniere. E quando facevo la radio tanti mi dicevano che perdevo tempo, che non aveva niente a che fare col mio lavoro e che non mi pagavano nemmeno. Non capivano che era una passione. Alla fine io ho tratto degli insegnamenti da tutti i lavori che ho fatto.

allenatore di calcio a Sydney

Paolo Gallo con la fidanzata, Monica, a Sydney

Sul suo futuro questo giovane intraprendente non ha le idee chiare, ma sa che almeno fino a giugno del 2018 continuerà a fare l’allenatore di calcio a Sydney.

Per ora resto qui, ho rinnovato il visto, il mio lavoro mi piace, alleno ragazzini di tutte le età, con i colleghi italiani ho un bellissimo rapporto e ho anche trovato una ragazza, una studentessa colombiana. Vedendo quante storie di italiani ci sono mi è venuta la voglia di girare l’Australia e poi magari anche il mondo per intervistarli tutti. Sono un sognatore di nascita.

 

 

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