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Caterina Biscari, eccellenza italiana della fisica in Spagna

L’eccellenza italiana in campo scientifico in Spagna ha il nome di Caterina Biscari, dal 2012 direttore generale del Sincrotrone Alba, la più grande e prestigiosa infrastruttura scientifica della penisola Iberica, punto di incontro di fisici e scienziati provenienti da tutto il mondo.

Alba è un acceleratore di particelle, ovvero una di quelle enormi macchine, con svariate applicazioni in molteplici campi, dall’industria alla medicina, dedicate a studiare il comportamento delle parti più minuscole della materia.

Dirigere un centro d’eccellenza come Alba e ricevere il premio “Scienziata dell’anno 2018”, della fondazione Womans week, non ha impedito a Caterina Biscari, di conservare l’umiltà e la curiosità, di chi lavora costantemente in cerca di riposte.

La incontro nel suo ufficio all’interno del parco scientifico di Cerdanyola del Vallès, a 15 chilometri da Barcellona, dove è ubicato il Sincrotrone Alba, un enorme edificio circolare al cui interno si realizzano sofisticati esperimenti utilizzando la luce di sincrotrone prodotta dagli elettroni accelerati.

Laureata in fisica all’Università Complutense di Madrid, Caterina Biscari, padre siciliano e madre andalusa, è nata a Modica (Ragusa) e benché abbia vissuto diversi anni in Spagna, mantiene con l’Italia, e specialmente con la Sicilia, un legame affettivo molto forte.

La passione per la scienza di questa donna, che ha saputo farsi strada in un mondo ancora oggi prevalentemente dominato da uomini, è nata sui banchi di scuola, come lei stessa racconta:

È stata una cosa naturale, avevo facilità per la matematica e la fisica e mi facevo tante domande. Avevo una grande curiosità di capire il funzionamento di ogni cosa. I miei genitori, anche se non erano scienziati, oltre ai professori della scuola italiana di Madrid, mi hanno trasmesso l’amore per la conoscenza. Più studiavo, più mi rendevo conto che, per quanti progressi siano stati fatti, ci sono ancora tante cose da capire.

Studiare fisica per essere utili alla società

Per Caterina Biscari dedicarsi alla fisica è un piacere che definisce “egoistico”, ma allo stesso tempo utile alla società. Per questo consiglia ai giovani, e in particolar modo alle ragazze, spesso ancora troppo restie ad iscriversi alle facoltà scientifiche, di studiare fisica. Spiega la scienziata:

Le donne spesso si dedicano a professioni di servizio, fanno i medici, le insegnanti, le infermiere o lavorano nel sociale e pensano che la scienza non faccia per loro. Invece, studiare fisica è un modo per favorire il progresso, è un lavoro di servizio utile all’umanità, ma col vantaggio che ti diverti.

Come purtroppo accade in altri settori, anche nel campo scientifico, secondo Caterina Biscari le donne possono essere oggetto di situazioni discriminatorie.

Non posso negare che, se fossi stata un uomo, in qualche occasione alcune porte si sarebbero aperte prima. Da questo punto di vista credo che la Spagna oggi sia meglio dell’Italia. Una situazione opposta a quella che ho vissuto dopo la laurea. Nel 1980 io volevo fare ricerca, ma la Spagna a quel tempo usciva dal franchismo ed era ancora piuttosto arretrata, perciò ho chiesto la convalida della laurea per esplorare le possibilità occupazionali in Italia.

Ed è in Italia, a Napoli, che Caterina Biscari comincia a costruire il suo futuro, con un intermezzo di qualche anno al Cern di Ginevra, dove ottiene una borsa di studio. Nel prestigioso centro svizzero la scienziata si ferma per fare ricerca con un contratto di post dottorato, che termina in anticipo, perché il richiamo dell’Italia, nel 1985, la porta a Frascati (Roma), per lavorare nei Laboratori Nazionali dell’INFN.

Accelerazione di particelle per combattere il cancro

Negli anni italiani la grande competenza di Caterina Biscari viene richiesta anche

dal CNAO di Pavia il più importante centro di adroterapia italiano, per la messa a punto di un particolare acceleratore che ha permesso di sperimentare una nuova terapia contro il cancro. Ricorda la scienziata:

Il giorno del primo paziente che si è sottoposto alla terapia è stato indimenticabile. Quando sai che l’acceleratore che hai sviluppato sta curando una persona l’emozione è enorme.

Dopo la nomina a direttore del sincrotrone Alba, Caterina Biscari nel 2013 è stata insignita dell’onorificenza ufficiale dell’Ordine della Stella, un titolo conferito dalla Presidenza della Repubblica Italiana a chi sviluppa con il suo lavoro rapporti di amicizia e di collaborazione tra l’Italia e gli altri Paesi.

Caterina Biscari

Alcuni uffici in cui lavorano gli scienziati del Sincrotrone Alba

Sposata con un’altra eccellenza della fisica italiana, Eugenio Coccia, fondatore e rettore del Gran Sasso Science Institute, a Barcellona Caterina Biscari si è trasferita da sola ed è stata poi raggiunta dalla figlia, studentessa di biologia. Il ménage familiare perciò è impostato in base ai calendari di ciascuno, tra weekend condivisi e viaggi.

La complessità del lavoro di direzione, oltre alla riorganizzazione della vita familiare, ha obbligato la scienziata a rinunciare quasi completamente alla ricerca sul campo e lei non nasconde di sentirne la mancanza:

Prima di arrivare a Barcellona quello era il mio lavoro quotidiano e mi piaceva tantissimo. Per un po’ ci ho provato anche qui, ma non ho tempo. Mi manca, ma ho capito che arrivati a una certa età e a un certo ruolo bisogna trovare il piacere nella ricerca che fa il proprio gruppo. Il mio lavoro adesso è far sì che i miei collaboratori possano gestire al meglio questa grande curiosità che contraddistingue noi fisici..

Il Sincrotrone Alba, che ha una vocazione internazionale e dà lavoro a 210 persone di 15 diverse nazionalità, lo scorso anno ha ospitato 1700 ricercatori, il 65% spagnoli, il 30% europei e il 5% provenienti dal resto del mondo. Gestire una struttura di questo tipo significa non avere una giornata tipo. Spiega Caterina Biscari:

Da un lato c’è la gestione dei temi amministrativi, dei budget per i progetti presenti e la definizione delle strategie per il futuro. Poi ci sono molte attività internazionali perché collaboriamo con strutture simili alla nostra in tutto il mondo. Si è da poco creata la Leaps –League of european accelerators based photon source, di cui io sono il vice-chair, di cui io sono il vice-chair, ovvero una collaborazione tra tutti i sincrotroni per sviluppare insieme nuove tecnologie e parlare con l’Unione Europea, in modo che sommando le forze si abbiano risultati maggiori. Per me questo ruolo implica viaggi frequenti.

Caterina Biscari

Caterina Biscari all’interno del Sincrotrone Alba.

Caterina Biscari, una donna dall’entusiasmo contagioso

Ascoltare i racconti di vita di Caterina Biscari e farsi accompagnare da lei in una visita guidata al Sincrotrone Alba significa fare il pieno di entusiasmo e di desiderio di capire. Spiega la scienziata:

Per noi che lavoriamo in questo campo, il fascio di particelle che acceleriamo diventa quasi un essere vivente, lo si vede anche nel linguaggio che utilizziamo. Diciamo: “è arrivato”, “è morto”, “è tornato”. Nel nostro lavoro tutto deve essere perfetto. Spesso si passa molto tempo al computer a progettare un acceleratore, a fare simulazioni e poi quando si comincia a costruirlo ci sono dei momenti chiave, per esempio il primo fascio di particelle che fa il primo giro. Se lo fa, significa che l’acceleratore può funzionare, cosa che non è sempre così scontata, perché potresti aver sbagliato a mettere un cavo o a fare un calcolo. Quando funziona è un momento molto emozionante.

Il primo corso universitario in Spagna dedicato alla Fisica degli acceleratori

 Per Caterina Biscari l’entusiasmo per la diffusione della conoscenza si manifesta anche attraverso il primo corso universitario in Spagna dedicato alla fisica degli acceleratori che lei stessa, con notevole spirito di iniziativa, ha proposto e tiene da quattro anni alla UAB di Barcellona. Un ruolo, quello di docente, che si somma alle già numerose responsabilità della scienziata e che parla della grande dedizione di questa donna per il suo lavoro. Se la si interpella sulle caratteristiche necessarie per svolgere la sua professione risponde:

Devi sognare ma con i piedi per terra. E devi essere realista. Noi abbiamo una struttura che è un fiore all’occhiello della scienza in Spagna, ma avrebbe bisogno di più risorse per crescere. C’è stato un grande investimento iniziale negli anni pre-crisi, in cui l’economia spagnola andava benissimo. Ora però abbiamo bisogno di più appoggio. Bisogna saper combattere per avere di più e allo stesso tempo ottenere il meglio da quello che si ha già. Bisogna saper ascoltare le opinioni, anche quelle critiche, che sono le più utili. Occorre avere fiducia negli altri, cosa più difficile in Italia dove, purtroppo, c’è più cultura del sospetto.

Caterina Biscari non lesina i consigli per chi si avvicina adesso al mondo della fisica:

Non abbiate paura, non fermatevi davanti alle prime difficoltà e non misurate l’impegno. La scienza ne richiede molto ma dà anche molto in cambio. In Italia oggi si studia molto bene, è uno dei paesi in cui la preparazione universitaria dei giovani è delle migliori. Tra scienziati e ingegneri c’è un livello altissimo. Il problema è che poi in Italia non ci sono le opportunità.

 

 

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