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Antonio Milio, da artista a impreditore che rivoluziona il mondo delle telecomunicazioni

Quando alla fine degli anni novanta disse agli amici che avrebbe aperto una compagnia telefonica, tutti gli risero in faccia. Oggi Antonio Milio, messinese, da 19 anni trapiantato a Barcellona, è Ceo e fondatore, con il socio Daniele Bianchini, di Wings Mobile, una holding attiva nel settore delle telecomunicazioni che lo scorso anno, nel mese di novembre, ha riunito 14 mila persone nella Movistar Arena di Bogotá, in Colombia, per il lancio ufficiale dei suoi prodotti e servizi in America Latina.

Un evento in grande stile, degno di un concerto delle grandi star, un lancio commerciale supportato da speaker internazionali e con la presenza del cantante Luis Fonsi (noto al pubblico mondiale per la hit dell’estate 2017 Despacito).

Con questo evento, che univa business e intrattenimento, Antonio Milio ha consolidato la presenza della sua compagnia in un territorio enorme e importante come quello latino americano.

L’evento di lancio di Wings Mobile alla Movistar Arena di Bogotà, in Colombia, nel novembre del 2019.

La rivoluzione di Wings Mobile

Imprenditore votato all’innovazione e con una grande capacità di analisi dei mercati, Antonio Milio ha basato la sua strategia sulla convinzione che nel complesso mondo delle telecomunicazioni il futuro sia di chi è in grado di garantire la privacy ai suoi clienti. Per questo la sua Wings Mobile produce e commercializza smartphone tecnologicamente all’avanguardia, in grado di assicurare la privacy degli utenti attraverso chiavi di criptazione scambiate direttamente fra i telefoni, senza passare dal server, come accade in tutti gli altri casi.

Non solo. I cellulariAntonio Milio Wings Mobile possono ospitare due o più numeri di paesi diversi e garantiscono chiamate in roaming mondiale (quindi al di fuori della zona UE) a un centesimo di euro al minuto. Anche il sistema distributivo, che ingloba tutti i canali commerciali e permettere importanti margini di guadagno per i distributori, è stato pensato per far fronte alla crescita esponenziale delle vendite online. Spiega il fondatore di Wings Mobile:

L’online cresce del 40% all’anno. L’offline classico muore perché sempre più gente va nei negozi, prova il prodotto e poi lo compra online perché costa meno. Da questa analisi è nata l’idea di creare un sistema distributivo differente in cui ognuno vende nel canale in cui è più forte: negozianti, blogger, influencer, network marketer, tutti possono vendere i nostri prodotti con margini importanti e grandi vantaggi economici.

Da artista a imprenditore

L’obiettivo di Antonio Milio è portare i prodotti e servizi di Wings Mobile in 36 paesi del mondo entro la fine di questo 2020. La pandemia che ha paralizzato il mondo intero pare aver solo ha rallentato questo progetto ambizioso, in linea con il temperamento passionale che caratterizza il poliedrico self-made man, la cui carriera da ragazzo sembrava dover prendere una piega completamente diversa. Racconta il protagonista:

Fin da bambino sono stato attratto dall’innovazione e dalle sfide. A 14 anni ho organizzavo serate in discoteca e persino un festival canoro. In casa mia non c’era tradizione imprenditoriale, mia madre per me pensava al posto fisso, ma io sognavo cose diverse. A 18 anni uno zio assicuratore mi fece provare a lavorare in un’agenzia dopo aver seguito un corso di comunicazione e marketing. Io feci subito un record di vendite: prima visita, prima polizza. Purtroppo, però, la ottenni in modo non del tutto professionale perché pur di avere la firma, diedi alla cliente alcune informazioni non corrette. Mi sentii così male che non solo decisi di non continuare, ma non ritirai nemmeno la mia commissione.

In quel periodo l’appena maggiorenne Antonio Milio fa le prime esperienza di piano bar. Pur non avendo studiato canto, perché troppo costoso per l’economia domestica, se la cava molto bene con la voce così, con un amico, crea un duo che si esibisce durante la stagione turistica in un locale vicino a casa.

Avevamo solo 40 canzoni a memoria. Dato che spesso il pubblico era lo stesso, una sera cantavamo in un ordine e la sera dopo in quello contrario… L’esperienza fu positiva così mi misi a tartassare tutti gli operatori turistici, mandando le nostre audiocassette, per poter fare una stagione nei villaggi. Alla fine, ci ingaggiò un complesso turistico in Sardegna. Fu una grande scuola perché feci di tutto, dalle scenografie al cabaret.

Una scuola, quella dei villaggio turistico, che non solo gli fornisce esperienze artistiche, ma soprattutto lezioni di vita. Dice infatti Milio:

All’epoca avevo un’insicurezza pazzesca per via del mio fisico che non mi piaceva. Il mio ruolo prevedeva che facessi la statua, vestito solo con i boxer durante uno spettacolo. Io mi rifiutati e il capo mi diede mezz’ora per decidere. Se non avessi accettato avrei perso il posto di lavoro. Lo feci e oggi so che quella persona, che detestai, mi fece un grande favore nell’obbligarmi ad andare sul palco, perché mi permise di levarmi tutte le paure di piacere o non piacere. L’anno dopo fummo riconfermati, facemmo anche la stagione invernale sulle Dolomiti e guadagnammo anche vendendo la nostra musica.

Antonio Milio

Antonio Milio sul palco dell’evento Leadership Arena a Barcellona

L’ingresso nel mercato della telefonia

Benché appassionato di musica, Antonio Milio capisce presto che il settore artistico difficilmente gli avrebbe permesso soddisfare completamente le sue ambizioni, così, fedele allo spirito imprenditoriale che lo contraddistingue, a 27 anni decide di cambiare completamente settore e di entrare nel neo-liberalizzato mercato della telefonia.

Fino a quel momento non avevo trovato il mio giusto ruolo professionale. Tutto quello che facevo era sempre diverso da quello che facevano gli altri. Se andava di moda una cosa, io cercavo di farne una diversa. Non mi è mai piaciuto copiare. Credo che l’imprenditore vero è chi innova, chi scommette. Il settore delle telecomunicazioni mi piaceva perché con la telefonia c’era spazio per tante cose nuove, così iniziai come agente di una compagnia americana e in breve diventammo leader nel settore delle carte telefoniche, dove all’epoca non c’era ancora nessuno.

Nel dicembre del 2000 avviene il primo contatto con la Spagna, grazie a una società di Matarò, alle porte di Barcellona, con cui Milio stabilisce una joint-venture.

Il 23 aprile 2001 mi stabilii definitivamente a Barcellona. La joint-venture durò poco per disaccordi sulle politiche commerciali, perciò, con altre due persone fuoriuscite dalla società, costituimmo una nuova compagnia con sede a Londra e due società spagnole: Voip Club e Holaphone.

Un precursore non sempre compreso

Antonio Milio in quegli anni impara che nel mercato tecnologico fare business di lungo periodo è un errore perché l’apparizione di una nuova tecnologia più vantaggiosa può far rimanere un’azienda a metà percorso e costarle la sopravvivenza.

La costante ricerca dell’innovazione è il suo chiodo fisso, così decide di investire nella creazione di una propria software house a Cordoba, in Argentina, che esiste ancora oggi, dove a quell’epoca erano presenti tutti i grandi colossi del settore. Dalla ricerca nasce un software precursore dell’attuale Skype, le cui potenzialità, tuttavia, non vengono capite da chi avrebbe dovuto finanziarlo. Racconta Milio:

Nel 2003 sviluppammo un prodotto in cui potevamo offrire chiamate gratuite fra utenti via computer. Per finanziare questo progetto contattammo diversi fondi di investimento. Uno di questi, inglese, mandò un suo rappresentante per provare il sistema. Dopo aver realizzato le chiamate disse che la qualità del software era ottima, ma che secondo lui nessuno avrebbe mai utilizzato un computer e degli auricolari per telefonare. L’anno successivo uscì Skype che in meno di 6 mesi fece 100 milioni di utenti! Era come il nostro software, faceva le stesse cose. Ricordo che mandai una mail al consiglio di amministrazione di quel fondo dicendo che avrebbero dovuto scegliere meglio le persone destinate a selezionare i progetti su cui investire.

Dopo quell’esperienza Antonio Milio capisce che deve basare il suo business su risorse proprie. Spiega:

Spesso c’è troppa chiusura mentale, i fondi sono molto conservatori, vorrebbero comprare WhatsApp il giorno prima che si venda a Facebook, ma al prezzo della startup appena nata…  Invece, chi a suo tempo ha scommesso in Google o in Apple non ha aspettato i numeri e i bilanci. Hanno scommesso nell’idea. Si investe nella visione. Purtroppo, nella nostra parte d’Europa non abbiamo molte persone “open minded”. Questo mi ha insegnato che la velocità è essenziale, la tecnologia è come un gelato: se non te lo mangi in tempo non ti resta nulla in mano.

Imprenditore passionale e padre di famiglia

Fino al 2015 l’inarrestabile imprenditore tocca tutti i settori delle telecomunicazioni, nel frattempo si sposa con una ragazza argentina e oggi è padre di un bambino di otto anni, Tiziano.

Sentivo il bisogno di dare senso alla mia vita, di costruire una famiglia. Un passo difficile per una natura come la mia, perché io vivo di passione. Senza, non puoi fare impresa e coinvolgere la gente. Le imprese si fanno prima con la passione, i numeri vengono dopo.

Anche il lancio ufficiale di Wings Mobile in Sud America si basa motivazioni legate alla passione. Spiega Antonio Milio:

Abbiamo fatto prima un test in Spagna, ma abbiamo scelto il Sud America perché la passione latina lì è più forte. In Europa siamo più “ingessati”, ci piace comprare qualcosa quando sappiamo che una marca è già potente. Là, invece, amano “stare nel garage” e costruire da zero una nuova realtà per farla diventare tendenza. Nei Paesi in via di sviluppo le possibilità di crescita sono rapide, avevamo bisogno di gente che ci mette passione, di gente che volesse essere pioniera. Oggi con oltre 30 mila distributori attivi, più di 100 Wings Store in apertura e molti altri già prenotati per aperture future in diversi paesi, sento che il mio sogno sta prendendo forma nonostante il Covid ci obblighi ad affrontare tante sfide quotidiane.

Antonio Milio

Libertà di vendere in tutti i canali

Anche “Wings”, il nome che Antonio Milio ha dato alla sua società, è legato allo spirito passionale che lo contraddistingue.

“Wings” in inglese significa “ali” e rappresenta la libertà. Perché Wings Mobile offre completa libertà nella vendita dei proprio prodotti. Il nostro sistema si adatta a ogni tipo di distribuzione. Chi fa network marketing trova una casa forte e innovatrice, un influencer, blogger o youtuber guadagnano 150 dollari ogni volta che vendono un nostro prodotto.

Per evitare la concorrenza dell’online Antonio Milio ha studiato un sistema di prezzi controllati che impediscono l’acquisto dei prodotti in rete a un prezzo più basso. I negozi Wings Mobile sono veri e propri show room che richiedono un investimento complessivo di 20 mila euro in prodotti, mentre l’arredamento viene fornito gratuitamente dalla casa madre.

Grazie al nostro sistema trasformiamo i clienti in venditori. I negozianti possono guadagnare non solo su quello che vendono, ma su tutto l’indotto. Quando un cliente acquista un telefono viene contattato da Wings che per un’inchiesta di qualità. Se è soddisfatto gli viene domandato se è interessato a consigliare il telefono a persone di sua conoscenza che, se lo acquistano, generano benefici importanti per lui. Così trasformiamo il cliente del negozio in un affiliato dello stesso. Nessuno è vincolato al distributore nazionale come accade nel mercato classico. Con noi la gente può comprare dalla gente.

 Non solo smartphone

 Durante il primo lockdown dello scorso marzo Milio e il suo team non sono stati con le mani in mano e dai loro laboratori di ricerca, con un chiaro obiettivo di diversificazione, sono nati prodotti come Wings Water, un purificatore d’acqua altamente tecnologico o Wings Door, una porta per la disinfezione automatica anti-Covid.

In un mondo tecnologico dominato dalle compagnie della Sillicon Valley e nel momento peggiore per l’economia mondiale, Antonio Milio ha saputo dimostrare che tecnologia e innovazione non sono necessariamente prerogative delle compagnie americane e oggi, l’ex cantante siciliano non riceve più risate in faccia bensì applausi, interviste e premi, tra i quali merita una citazione il Napolitans Victory Awards ,nella categoria personaggio dell’anno, attribuitogli a New York qualche mese fa dalla Washington Academy of Political Arts & Sciences.

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