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Dionisio Cimarelli, scultore di fama mondiale a NY: “in Italia poche opportunità per l’arte”

È uno dei maestri italiani della scultura contemporanea più apprezzati al mondo e le sue opere si possono ammirare ai quattro angoli del pianeta. Quella di Dionisio Cimarelli, marchigiano classe 1965, oggi residente a New York, è la storia di un artista che con il suo talento dà lustro al nostro Paese a livello internazionale, ma che in Italia fatica a trovare terreno fertile per il suo lavoro.

Originario di Jesi in provincia di Ancona, Dionisio Cimarelli non è figlio d’arte. Nella sua famiglia, infatti, nessuno ha velleità artistiche, anzi, l’educazione è piuttosto orientata a una vita lineare, stabile: un buon lavoro in una fabbrica della zona, il posto fisso, lo stipendio mensile garantito e appena possibile la creazione di una famiglia propria.
Una prospettiva in cui Dionisio si sente scomodo fin da subito e la scelta di iscriversi al Liceo artistico di Ancona, segna una linea di demarcazione netta tra le aspettative familiari e i suoi desideri.

Perseveranza, tenacia, curiosità, sono solo alcuni tratti del suo carattere che si formano in maniera indelebile nel periodo adolescenziale.
Alle dinamiche di paese si sovrappone la realtà ben più movimentata e varia di una città di porto come Ancona con il suo andirivieni continuo, che anticipa un cambiamento interiore che si manifesterà da lì a poco.

Dopo il diploma, la passione per l’arte è ormai profondamente radicata, la scelta di proseguire gli studi ricade sull’Accademia delle Belle Arti di Carrara, palcoscenico internazionale d’eccellenza dove transitano grandi artisti e giovanissimi talenti già affermati.

In treno in Cina, il viaggio che cambia la vita

È il 1986, Dionisio è iscritto al terzo anno dell’Accademia di Carrara, è uno studente passionale ed entusiasta. Poi la decisione inattesa: a ventun anni lascia la casa, vende la macchina e stacca un biglietto per la Transiberiana: un viaggio in treno da Ancona alla Cina. Racconta lo scultore:

All’inizio la gente pensava che fossi matto, un ragazzo che parte per la Cina quando la Cina era una cassaforte impenetrabile. E non solo andare in Cina, ma andarci in treno! Sembrava una follia.

Ancora una volta a prevalere sono i suoi sogni, il desiderio di vedere il mondo, di mischiarsi alla gente e soprattutto di conoscere la cultura e l’arte asiatica che stava impregnando sempre di più i suoi studi. L’esperienza in Asia è fondamentale per gettare le basi di un percorso professionale che troverà uno dei suoi tanti apici artistici proprio in Cina pochi anni dopo.

Dopo un anno e mezzo il suo rientro in Italia è accompagnato da una grande curiosità anche dei media: vengono pubblicati ampi articoli con la sua esperienza nelle riviste di turismo con le immagini più belle del viaggio e viene spesso invitato a conferenze a raccontare la sua esperienza di globtrotter in terra straniera.

In patria Dionisio Cimarelli termina con successo i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Carrara, per poi proseguire la specializzazione presso l’Accademia di scultura di San Pietroburgo.

Dionisio Cimarelli

Autoritratto 1994

La parentesi Europea 

Dopo la laurea, si fa strada la necessità di continuare a ricercare il proprio stile artistico accumulando nuove esperienze e nuove sfide.
La sua grande abilità nella tecnica del restauro lo vede tra i giovanissimi protagonisti, appena venticinquenne, della Corte Napoleonica presso il Museo de Louvre, poi nei cantieri della Cattedrale di Strasburgo, al Palazzo Reale di Stoccolma, nella Chiesa personale della Regina di Danimarca, ancora in Finlandia e a Londra.

Al lavoro sul campo affianca l’insegnamento in prestigiose università e la scultura personale con la sperimentazione continua di materiali: ceramica, legno, pietra, marmo con una predilezione per i materiali poveri che durano nel tempo, come la creta.

Le potenzialità della sua opera non passano inosservate, tanto che nel 1999 il Maestro Claudio Abbado, grande amante delle sue opere, lo invita ad esporre una Personale presso la Filarmonica di Berlino durante il Festival di Gustav Mahler, un appuntamento di spicco per il teatro con repliche quotidiane, artisti e appassionati provenienti da tutti i continenti

Il grande ritorno in Cina

 Nel 2004 Dionisio Cimarelli è a Londra come professore e Ambasciatore della cultura italiana all’estero. In uno di questi incontri conosce la scrittrice cinese Lucy Luo, che lo inserisce e tra i personaggi eccellenti del libro che sta scrivendo, dedicato alla sua esperienza in Europa, e lo invita a partecipare al lancio del libro a Pechino. Invito che il Maestro accoglie con piacere:

Mi trovai davanti una Cina completamente diversa rispetto a quella che avevo lasciato nell’ 87: una città vulcanica in fermento, un’esplosione di energia incredibile. Venivo da un’Europa sonnecchiante e lenta, là andavano a mille all’ora.

Dopo un breve periodo a Pechino, Dionisio Cimarelli si trasferisce a Shangai, città che riaccende in lui la passione per il lavoro di scultore e per la cultura asiatica. Ricorda il Maestro:

Pensavo di rimanerci qualche mese, ci sono rimasto quasi 10 anni.

L’Expo di Shangai 2010 e la consacrazione a internazionale
Dionisio Cimarelli

Dionisio Cimarelli nel 2019, insignito del “Premio Marchigiano dell’anno nel mondo” presso il Senato della Repubblica

È in questo periodo di grande ricerca personale che nasce una delle opere che consacrano Dionisio Cimarelli a livello internazionale: la nota scultura di Matteo Ricci, gesuita, matematico italiano divenuto un personaggio di spicco della cultura cinese del 1600. La statua in bronzo e porcellana viene esposta al padiglione italiano dell’Expo mondiale di Shangai nel 2010, attirando l’attenzione di tutto il mondo.

Lo scultore si dimostra ancora una volta all’avanguardia grazie alla sua capacità di fondere alla perfezione le tradizioni artistiche di due Paesi tanto distanti come l’Italia e la Cina.

Tra i numerosissimi premi ricevuti nella sua carriera, nel 2019 è stato insignito presso il Senato della Repubblica a Roma del “Marchigiano dell’anno nel mondo”, un riconoscimento assegnato ai talenti nel campo della cultura, dell’economia, dell’arte, della ricerca, che si sono particolarmente distinti all’estero.

La frustrazione di non poter lavorare in Italia

Quando gli viene chiesto quanto influisca la sua “italianità” con le opere da lui concepite, lo scultore non ha dubbi:

 In Italia si respira l’arte ovunque. La cultura in cui nasci ti rimane dentro, fa parte del tuo DNA. Essere nato in Italia è un privilegio. Da un lato mi sento fiero per aver respirato una storia che ci invidia tutto il mondo, dall’altro subisco la frustrazione di essere destinato a rimanere all’estero perché in Italia non mi viene data l’opportunità di fare il mio lavoro.

 Da poco rientrato in Italia, per prendere accordi legati ad un progetto ancora top secret, Dionisio Cimarelli guarda con rammarico la situazione del Bel Paese, a suo dire fermo ad una mentalità di trent’anni fa e poco propenso ad aprire le porte alla cultura. Per quete ragioni, allo stato attuale la prospettiva di un rientro è quanto mai remota se non impensabile.

L’America, l’insegnamento e i nuovi orizzonti

La fortissima curiosità, la necessità di continuare ad esplorare, la sperimentazione dei materiali, il desiderio di conoscere il mondo spingono il Maestro Cimarelli ancora una volta verso nuove sfide. Dopo nove anni in Cina, viene chiamato in California a coprire un ruolo per lui insolito: Direttore Artistico di RMStudio, uno tra i più rinomati atelier d’arte d’America al quale sono commissionate sculture monumentali destinate al mercato di tutto il mondo.

L’incarico prevede una forte indole manageriale per coordinare le settantacinque persone che costituiscono l’intero team. Il compito è nuovo e richiede una grande responsabilità; un altro tassello fondamentale nella carriera di Cimarelli che ormai è un talento di chiara fama. Anche per questo, dopo solo tre mesi dal suo ingresso negli Stati Uniti gli viene conferita la Green Card per abilità straordinarie, un onore che si riserva esclusivamente ai grandi artisti.

L’America non è solo California, perché dal 2015 ad oggi Dionisio Cimarelli assume l’incarico di professore di scultura a tempo pieno, insegnando nelle tre università americane per eccellenza riservate all’arte: The Art Students League of New York, dove hanno studiato molti tra i più importanti artisti statunitensi del XX secolo, New York Accademy of Art, facoltà fondata da Andy Warhol, e FIT- Fashion Institute of Technology.

Il professore trae esempio dalla sua esperienza per spronare i ragazzi a ricercare sé stessi, a lottare per raggiungere i propri obiettivi, a destrutturarsi ad evitare l’omologazione per dare vita ad un processo creativo. Dionisio Cimarelli riassume così la sua filosofia di vita:

 Per me la vita deve essere una crescita, non uno stare a galla. Non mi interessa sopravvivere. I miei studenti vengono da me perché vogliono imparare, ma io voglio imparare dalla vita.

E in questo costante desiderio di crescita e perfezionamento c’è ancora una volta la Cina, dove il Maestro progetta di realizzare inun futuro prossimo un grande monumento dedicato nuovamente a Matteo Ricci.

 Arte e pandemia

Dionisio Cimarelli è prima di tutto un artista e una persona che nella sua vita ha fatto della parola “reinventarsi” il suo mantra. Da sempre desideroso di andare un passo oltre, di sapere, di provare, ha saputo reinventare le sue lezioni anche nell’epoca del Covid-19.
Alle lezioni di scultura in classe ha sostituto la didattica a distanza e le sculture dei suoi alunni prendono vita nei garage di casa o in studi arrangiati e vengono trasmesse online su zoom.

I risultati sono straordinari. E l’esito delle lezioni incredibile. Prima avevo studenti locali che venivano da New York, ora ho studenti che vengono da tutto il mondo.

 

 

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