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Alex Carini, il giovane fondatore dell’agenzia immobiliare italiana più prestigiosa di New York

Fondare un’agenzia immobiliare italiana a New York e in solo cinque anni farla diventare un punto di riferimento nel mercato del lusso della Grande Mela, con clienti internazionali di altissimo livello, è di per sé un’impresa sorprendente. Ancora di più se si pensa che a realizzarla è stato un giovane italiano, Alex Carini, oggi trentatreenne, che nel 2017, quando di anni ne aveva solo 28, ha dato vita alla società che porta il suo nome e che oggi ha sede anche a Miami e Los Angeles: Carini Group.

La storia di Alex Carini (che si chiama proprio così e non Alessandro, quasi un segno premonitore del suo futuro americano) ruota intorno a due elementi ricorrenti: lo spirito imprenditoriale e la vocazione internazionale.

Nato a Tenerife, nelle isole Canarie, dove i genitori originari di Fidenza (Parma) gestivano un business immobiliare nel settore turistico, Alex Carini cresce in Italia, anche se per anni la Spagna è la sua seconda casa. Nella sua infanzia viaggia un paio di volte negli Stati Uniti, che gli restano nel cuore.

Socievole e risoluto, qualità che emergono anche nel tempo limitato di un’intervista, fin da bambino Alex ama prendere l’iniziativa:

Trovavo sempre il modo di vendere o scambiare le cose. Mi piaceva già allora fare business.

Per questo, quando deve scegliere l’Università, gli viene naturale orientarsi su Economia e Commerio che in breve, grazie al gemellaggio dell’Università Cattolica di Milano con la Northeastern University di Boston, gli permette di trasferirsi nell’Istituto americano per studiare International Business & Entrepreneurship ed ottenere un master in International Management.

Ogni finestra un potenziale lavoro

Una volta laureato, il futuro immobiliarista torna in Italia con le idee ancora poco chiare, come accade a tanti giovani in cerca della propria strada. Ma i dubbi durano poco perché il “richiamo americano” si fa sentire in modo prepotente:

Appena rientrato ho trovato lavoro nella multinazionale Henkel. Ma ho resistito poco. Un anno più tardi ho capito che quello che desideravo davvero era tornare in America e cercare un lavoro a New York, la città che consideravo ideale per realizzare i miei sogni. Mi sono detto “se non lo faccio ora, quando? Così nel 2011 sono partito.

L’ingresso negli Stati Uniti questa volta non è esente da rischi. Alex Carini ha tanto entusiasmo ma pochi soldi e solo i classici 90 giorni concessi agli stranieri senza visto per riuscire a trovare qualcuno che lo assuma:

Io non mai voluto avere nulla di regalato, perciò ho fatto tutto da solo. Per non spendere troppo ho affittato una stanza in un appartamento con altre persone che non conoscevo. Ogni giorno prendevo un treno per andare in città. Ricordo che passavo sopra il ponte di Brooklyn e guardavo i grattacieli. Vedevo tutte quelle finestre e mi dicevo: “Ogni finestra è un ufficio, vuoi che non ci sia tra tutte quelle finestre qualcuno che possa darti un lavoro?” Mi motivavo così…

Ponte Brooklyn NY
Dallo studio legale all’agenzia immobiliare

I pensieri positivi di Alex Carini, che non ha timore di ammettere di aver lavorato anche come installatore di tapparelle per mantenersi, sortiscono gli effetti sperati perché in breve riesce ad ottenere non una bensì quattro proposte di lavoro interessanti. Sceglie quella di uno studio legale italiano che si occupa di costituzioni societarie, dove si fa le ossa. Racconta:

Avevo solo 23 anni e per me era fantastico lavorare in quello studio, perché così giovane parlavo ogni giorno con amministratori delegati di società molto conosciute in Italia che volevano avere una presenza a New York, oppure accrescerla. Quell’esperienza è stata importantissima perché mi ha permesso di capire cosa mi piacesse e cosa no. Ho capito che non volevo fare l’avvocato ma ho anche scoperto che il business della compravendita immobiliare mi attirava. Lo studio aveva clienti che dovevano aprire negozi, locali o ristoranti e avevano bisogno di trasferirsi con la famiglia e cercare casa. Piano piano mi sono reso conto che era questo che volevo fare davvero, così ho cercato lavoro in un’agenzia immobiliare.

Scegliere piccole società per imparare a gestire il business

La scelta di Alex Carini si rivela subito azzeccata. Spiega il protagonista:

Ho sempre cercato di lavorare in società piccole perché sapevo che nelle grandi compagnie impari i processi mentre in quelle piccole impari come gestire tutto il business. In agenzia eravamo solo in quattro ed è stata un’esperienza molto formativa.

Già poliglotta grazie ai suoi trascorsi in Spagna e negli Stati Uniti, Alex Carini studia anche il portoghese e dopo quattro anni decide che è finalmente giunto il momento di fare il grande salto e diventare imprenditore. Nel 2017 nasce Carini Group, la prima agenzia immobiliare italiana di New York, oggi realtà di grande successo e in continua crescita, nonostante la pandemia. 

La filosofia del “give back” di un imprenditore riconoscente

Alex Carini

La compagnia fondata da Alex Carini ha sede a Wall Street, dà lavoro a oltre 60 persone, tra dipendenti diretti e collaboratori esterni e, oltre alla divisione dedicata agli immobili residenziali, vanta una florida società commerciale, avviata tre anni fa, che si occupa di affitto e compravendita di uffici, negozi, ristoranti ed edifici. L’ultimo step, lo scorso anno, l’avvio di un fondo di investimento e costruzione. Racconta l’imprenditore italiano, molto attivo anche sul fronte del volontariato:

Io credo che Dio mi abbia aiutato moltissimo, credo di essere stato molto fortunato. Per questo provo sempre a “restituire” qualcosa di quello che ho avuto, aiutando gli altri. Sono membro del Real Estate Board of NY e cerco sempre di aiutare le persone che ruotano intorno al settore. Come volontario assisto anche gli studenti dell’Università Cattolica in cerca di consigli e di lavoro, mi occupo di mentorship, coaching, etc…

Stare accanto a chi ha più successo di noi

Benché oggi il business di Alex Carini vada a gonfie vele, le difficoltà sono sempre in agguato. L’approccio con cui il giovane immobiliarista le affronta è certamente una delle chiavi del suo successo:

Recentemente ho perso un affare da 16 milioni di dollari sul quale avevo lavorato per sette mesi. Avrei guadagnato una commissione importante. In questo tipo di lavoro quando si perde, si perde tutto, non ci sono vie di mezzo. Alcune persone da certe cadute non si rialzano più, ma io ho capito che ci sono cose che noi non possiamo controllare. L’unica cosa che possiamo controllare è il nostro sforzo. Se ci siamo impegnati e non è andata bene, non serve abbattersi, bisogna solo rialzarsi velocemente. Chiunque fa qualcosa rischia di essere criticato o di fallire, ma quello che conta è come ci si rialza. L’America si basa sulle seconde chance.

La mentalità americana che caratterizza la formazione di Alex Carini si manifesta anche nella volontà di circondarsi di persone da cui si può imparare:

Io cerco sempre di stare vicino alle persone che hanno molto più successo di me perché penso che di luce riflessa qualcosa può sempre arrivare anche a me.

“Analisi – paralisi”

Con un eloquio spigliato, in cui spesso fanno capolino espressioni inglesi e un leggero accento americano, Alex Carini, che ha sposato una ragazza italo-americana ed è padre di un bimbo di 15 mesi, di se stesso dice di avere una mentalità molto pragmatica, che fin da bambino lo ha portato a mettere sul tavolo tutte le carte disponibili e a prendere decisioni in base a quelle carte. Spiega:

Credo che una delle mie doti, oltre a una grande passione (sono uno scorpione), sia quella di prendere decisioni molto facilmente. Questo mi ha sempre dato molta velocità nel realizzare i miei progetti perché pensarci troppo è quello che io chiamo “analisi-paralisi”. Posso essere anche molto testardo, una caratteristica che non sempre mi ha aiutato. Ho una personalità forte, ma ho imparato che a volte è meglio mordersi la lingua.

Alex Carini riconosce che a New York si è sentito “accolto a braccia aperte”, tuttavia non nasconde l’amore per l’Italia alla quale sente di dovere molto:

Non parlerò mai male del mio Paese. Anzi, io mi sento debitore e credo di dover rendere quello che l’Italia mi ha dato. So che lo farò quando sarò più anziano, specie per aiutare le nuove generazioni, che sono il nostro futuro. Però è importante insegnare ai giovani che non bisogna aver paura di fare impresa. Se non lo facciamo e continuiamo a non fare figli, avremo meno italiani e il paese “andrà sempre più giù”. A mio figlio Lorenzo parlo in italiano e quando crescerà lo manderemo alla scuola italiana. Per me è importante che resti connesso con l’Italia.

Obiettivo: essere il numero uno

Oltre a un futuro radioso per l’Italia e a una famiglia con tanti bambini, Alex Carini, che nel poco tempo libero fa sport e ama prendersi cura del suo corpo, non ha timore di rivelare il suo ambizioso sogno professionale: diventare l’agenzia immobiliare numero uno a New York:

Per carattere, più faccio e più penso di avere appena cominciato. Credo di avere ancora tantissimo da raggiungere dal punto di vista professionale e il mio obiettivo è puntare ad essere il numero uno. Non parto mai pensando di arrivare secondo.

Con il talento e la determinazione dimostrati fino ad oggi è impossibile dubitare che l’American dream di Alex Carini possa diventare realtà!

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