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Gaia Danese, ex-Console di Barcellona: “Valorizziamo il talento delle donne italiane”

Gaia Danese è stata la Console Generale di Barcellona fino allo scorso due settembre e si è congedata da questo prestigioso ruolo inaugurando la mostra fotografica “Ragazze Italiane”, da lei fortemente voluta, dedicata alle donne del nostro Paese che lavorano con successo nella capitale catalana. Un omaggio al talento femminile e un modo per valorizzare l’italianità e le sue eccellenze all’estero. Una conferma di quelli che sono da sempre due pilastri della filosofia di questa donna, minuta d’aspetto, ma straripante di energia: l’empowerment delle donne e la promozione del nostro Paese.

Eclettica è la parola che meglio la definisce, tanto che i suoi sogni di bambina spaziavano dall’essere archeologa, scrittrice, giornalista, attrice e ballerina. La carriera diplomatica non le ha impedito di coltivare le sue svariate passioni tanto da diventare ballerina professionista di Tango argentino, pubblicare due libri di poesia (il terzo è in arrivo quest’autunno) e presto  diventare anche maestra di yoga.

Gaia Danese (a destra) con la fotografa Alessia Laudoni in un momento dell’inaugurazione della mostra “Ragazze Italiane” nei giardini di Palau Robert a Barcellona.

Europeista convinta, grande lettrice e appassionata di storia, Gaia Danese nasce a Roma da una famiglia pugliese in cui arte e cultura sono il pane quotidiano. Grazie alla madre, critica teatrale, fin da adolescente frequenta intellettuali di tutto il mondo e sente crescere dentro di sé il desiderio di confrontarsi con lingue e culture diverse. Racconta:

Nella mia famiglia c’era una grande tradizione di avvocati, ma io ho preferito iscrivermi a Scienze Politiche e mi sono laureata con una tesi sui diritti umani. In quel momento ho capito che volevo davvero essere cittadina del mondo, avevo bisogno di conoscere altre realtà e sono riuscita ad avere una borsa di studio per un Master in Relazioni Internazionali all’Institute d’Études Politiques-Science Po. Un anno dopo lo stesso istituto mi ha concesso una borsa di studio per un dottorato. Sono grata alla Francia per questa esperienza, sono stati anni in cui ho esercitato anche la mia vena giornalistica, lavorando come ricercatrice nell’area delle migrazioni internazionali, pubblicando articoli e partecipando con successo anche a una selezione per la catena televisiva Bloomberg.

Gaia Danese

Gaia Danese nel suo ufficio presso il Consolato italiano a Barcellona (Foto: Alice Brazzit)

 Console in Uruguay e ballerina professionista

Sebbene affascinata dal mondo della comunicazione e del giornalismo, quando si tratta di decidere quale tra i suoi molteplici interessi far prevalere, la giovane Gaia Danese sceglie di seguire la sua vocazione per le questioni internazionali. Spiega:

Ho sempre creduto molto nello Stato al servizio dei cittadini e benché avessi l’opportunità di lavorare nel settore privato ho scelto di preparare il concorso per entrare in diplomazia, che nel 2000 ha dato il via alla mia carriera.

Dopo i primi incarichi nelle Ambasciate italiane di Buenos Aires e a Lisbona come responsabile commerciale, nel 2007 Gaia Danese diventa Console a Montevideo, in Uruguay. Un’esperienza arricchente nella quale riesce anche a sfruttare il suo talento come ballerina:

La danza è una passione che mi ha accompagnato per tutta la mia carriera e che negli ultimi anni è confluita nello yoga. In Uruguay, quando ero Console, mi sono anche esibita in teatro per una serata di beneficienza.

Otto anni di Spagna

Terminato il mandato in Uruguay e dopo due anni a Roma nell’Unità di Analisi e Programmazione della Segreteria Generale del Ministero degli affari esteri, Gaia Danese arriva in Spagna, nazione che sarà la sua casa per otto anni.

La prima tappa è in Ambasciata a Madrid come primo consigliere per la cultura e la stampa:

Ancora una volta ho potuto esercitare la mia passione per la comunicazione e la scrittura mettendola al servizio della promozione dell’Italia. Ho sempre amato scrivere i discorsi per tutti, soltanto per me non li scrivo mai perché quando devo parlare in pubblico adoro improvvisare e far uscire le emozioni.

A Barcellona Gaia Danese arriva come Console Generale nel 2017. In città la comunità italiana è cresciuta esponenzialmente e il Consolato fatica a far fronte alle problematiche dei connazionali per mancanza di personale e inadeguatezza della sede.

La gestione delle emergenze e la promozione del talento italiano

Convinta che una Console debba stare vicino alle persone, Gaia Danese tra gli obiettivi del suo mandato inserisce fin da subito quello di trovare una nuova e più prestigiosa sede per il Consolato. Impegno portato a termine da pochi mesi non senza fatica a causa della pandemia e di diversi imprevisti che hanno ostacolato i lavori. Spiega la diplomatica:

È stato un lavoro titanico, ma sono felice di lasciare in eredità questa nuova realtà al mio successore e ai cittadini italiani che vivono qui. So che ci sono ancora molte cose da migliorare e capisco la frustrazione dei connazionali che hanno difficoltà ad accedere ai servizi consolari, il problema è che la comunità italiana è passata da 10 mila persone di 20 anni fa alle 108 mila attuali, ma il nostro personale è rimasto esattamente lo stesso. È un problema di scarsità di risorse dell’amministrazione pubblica che non è solto italiano.

Gaia Danese

Gaia Danese con Ada Colau, sindaco di Barcellona, in occasione dell’inaugurazione del nuovo Consolato Italiano (Foto: Alice Brazzit)

Europa, donne e cultura

Sostenitrice della “politica delle piccole cose”, Gaia Danese, una volta rientrata a Roma, lavorerà all’interno della Direzione Generale Europea e nel suo futuro vede tanta “Europa e cultura”. Spiega:

Non mi importa dove, quello che conta è avere la possibilità di fare qualcosa per gli altri. Nei temi di politica internazionale io credo nel “soft power”, nella non violenza. Più degli scenari bellici mi interessano l’empowerment delle donne attraverso la cultura e la valorizzazione del talento dei giovani. Amo molto dare lezione agli studenti in Università. Credo in un umanesimo praticato nel quotidiano.

Consapevole del fatto che la discriminazione femminile è un problema che tocca ancora moltissime donne, la Console uscente, madre di due ragazzine di 11 e 15 anni, si ritiene fortunata perché non ne è mai stata toccata e perché ha sempre potuto contare sull’appoggio del padre delle sue figlie e sull’intelligenza dei suoi capi. Dice:

Io non ho avuto ostacoli, ma ho visto colleghe in difficoltà perché questo resta un mondo di uomini. Per questo credo che per le donne fare rete sia essenziale. Gli uomini lo fanno da sempre in modo naturale, anche solo andando a giocare la partita di calcetto dopo l’ufficio. Per le donne è tutto da costruire. Stiamo imparando adesso la sorellanza e io se posso, nel mio piccolo, cerco sempre di aiutare una donna, se lo merita, ovviamente.

Un pezzo di cuore in ogni luogo

Come tutti i diplomatici Gaia Danese è abituata a cambiare spesso città e paese e benché molto affezionata alla Spagna non teme la nostalgia:

Io mi sono sempre innamorata di tutti i luoghi in cui ho vissuto. Ho lasciato tanti amici e un pezzetto di cuore in ciascuno di essi. Mi sento davvero cittadina del mondo ma con forti radici italiane che fanno parte della mia identità.

 

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