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Sebastiano Peluso, l’imprenditore che vende l’Italia di lusso agli americani

Per riassumere la vita di Sebastiano Peluso, imprenditore con un lunga carriera dedicata alla promozione del Made in Italy negli Usa e oggi direttore dell’Innovation Desk di ITA (Italian Trade Agency) a Los Angeles, ci si potrebbe rifare, senza distanziarsi troppo dalla realtà al detto popolare “la persona giusta nel momento giusto”. Un proverbio certo, ma anche un filo conduttore che percorre tutta la sua vita.

Nato a Siracusa nel 1974, grande appassionato di basket e per alcuni anni giocatore, dopo gli studi liceali si sposta a Milano per frequentare l’Università. Nel 1993 il Politecnico apre le porte al nuovo corso di laurea in Ingegneria Gestionale: un percorso mutuato in parte da Ingegneria Meccanica e in parte da Economia. Il mix perfetto per un giovane studente che vuole coniugare ad un percorso tecnico conoscenze di tipo manageriale economico.

Il mondo che cambia e i primi contatti con il mercato americano

E succede in effetti, che nel 1998 anno della Laurea, esplode il fenomeno di Internet. Le grandi aziende si affacciano timidamente al mondo della rete che porta in sé una forza esplosiva ed è necessario individuare giovani talentuosi che possano ricoprire incarichi dedicati per un nuovo frangente di mercato in scalata verticale.

Dopo una breve parentesi come ricercatore al CNR, Sebastiano Peluso entra in forze da Ernst & Young Consultant, network mondiale di servizi professionali di consulenza direzionale, a cui si rivolgono moltissime multinazionali, tra cui Fila, leader nel settore dell’abbigliamento sportivo, che propone un modo innovativo di fare marketing utilizzando lo sport come aggregatore sociale. L’azienda biellese, a quel tempo in piena espansione, decide di avviare un nuovo progetto negli Stati Uniti: la creazione di una Startup sotto il brand Fila.net con il compito di promuovere il made in Italy all’estero. Sebastiano Peluso con il team di Ernst & Young si trasferisce per la prima volta negli Stati Uniti, a Boston, dove rimarrà sino al 2002 per curare il progetto in tutte le sue fasi.

Il valore aggiunto del Made in Italy

L’esperienza Americana, costituisce un tassello fondamentale nella carriera di Sebastiano Peluso, perché traccia una linea che da lì in poi diventerà una costante nella sua professione: la promozione e valorizzazione dei prodotti e delle aziende Made in Italy nel mercato Usa, dall’abbigliamento al settore alimentare, ai viaggi, all’innovazione tecnologica. Ricorda l’imprenditore:

Il made in Italy colpisce con una potenza di fuoco bestiale sugli Stati Uniti perché fa leva su un immaginario già pronto con concetti come la passione, l’eleganza, la tecnica, uno stile di vita che è unico che si ritrova nell’abbigliamento ma si riflette anche nel food. Lavorare conl made in Italy significa partire da un trampolino privilegiato.

Dopo l’esperienza americana, nel 2002 rientra in Italia per implementare a Biella il progetto Fila, avviato negli States, ma la passione per le Startup e per l’innovazione tecnologica sono una spinta troppo forte per stabilizzarsi su un’unica iniziativa. Arricchito quindi di un nuovo bagaglio culturale fonda una propria società di consulenza dedicata all’innovazione tecnologica per digitalizzare i processi aziendali nel pubblico e nel privato.

La svolta verso un profilo orientato al turismo

Dal 2002 al 2011, Sebastiano Peluso mette a frutto tutta la sua esperienza realizzando grandi progetti per le istituzioni pubbliche, lavora tra gli altri con le provincie, La Presidenza del Consiglio, e realizza un progetto nazionale per le Camere di Commercio, alternando docenze presso l’Università Bocconi di Milano, delineando il suo profilo verso il destination management che consiste nella gestione coordinata di tutti gli elementi che compongono una destinazione turistica.

Nel 2011 con l’arrivo della crisi e la cancellazione delle provincie anche il suo lavoro subisce una forte battuta d’arresto. La filosofia dell’imprenditore, tuttavia, è chiara:

 Dalle crisi, nascono le opportunità.

Insieme ad alcuni amici e ad un team di professionisti del settore: giornalisti, economisti, industriali, crea l’acceleratore per StartUp noprofit 3040, così chiamato perché destinato a quella fascia d’età che può generare un cambiamento.

L’acceleratore decide di focalizzarsi su progetti che rientrano nel campo del food, del fashion e del turismo. Grazie alla collaborazione con grandi brand italiani come Brunello Cucinelli, Giovanni Rana e Alpitour fin da subito crea sinergie tra le nascenti startup alla ricerca di finanziamenti e le industrie che vogliono innovare. E Peluso si arricchisce di nuovi contatti ed esperienze che saranno preziose in futuro.

La piada alla conquista di Manhattan

Sebastiano Peluso

Inquieto per natura, Sebastiano Peluso continua la sua carriera come consulente, orientando sempre di più i suoi interessi verso il mondo del turismo e partecipando a bandi dedicati al settore del destination managment.
Nel 2011 partecipa a ben 18 bandi indetti dalle Regioni e dalle Camere di Commercio, ma complice anche una domanda altissima, 16 di questi non vanno a buon fine.

Rimangono in lizza due bandi: uno per la Regione Lazio e un concorso di idee promosso da Accenture, il colosso irlandese di consulenza strategica, che ha messo in palio, per il primo classificato, un milione di euro da rinvestire nel progetto.

Sebastiano Peluso invia le candidature per tutti i bandi, ma poco speranzoso, decide di rientrare negli Stati Uniti dove insieme ad un vecchio collega di lavoro ha investito nel progetto “Piada”, la piadineria streetfood italiana che ha da poco aperto a Manhattan.

Il food italiano, si sa, è un biglietto da visita vincente, e la piadineria ha subito successo, tanto che nel giro di pochi anni cresce a tal punto da dover aprire un secondo punto vendita e da attirare l’attenzione del Plaza Hotel che la vuole inserire all’interno delle sue aree di ristorazione.

Una sorpresa da un milione di dollari
Sebastiano Peluso

Sebastiano Peluso con Vittorio Sgarbi in occasione della premiazione al concorso Ars – arte che realizza occupazione sociale – della Fondazione Italiana Accenture

Ormai convinto che la piadineria rappresenterà il suo futuro Peluso sbarca a New York con l’idea di restarci. Ma il destino ha altri piani per lui. Ricorda l’imprenditore:

Scendo dall’areo accendo il telefono e mi arriva una mail da Accenture nella quale mi informano che il mio progetto era entrato nella top ten. Compro un biglietto di ritorno per Milano per la presentazione alla giuria, mi fermo in Italia una settimana al termine della quale rientro a New York. Appena arrivato ricevo una mail, questa volta dalla Regione Lazio, che mi comunica che il mio progetto ha vinto! Ero Incredulo, adesso che avevo deciso di trasferirmi definitivamente all’estero l’Italia mi chiamava.

Ma non è finita qui perché Accenture vuole Peluso presente per la cerimonia in cui verranno annunciati i vincitori. Tra i favoriti spiccano nomi di rilievo, ma a sorpresa è proprio il suo progetto ad aggiudicarsi il primo premio. I pensieri dell’imprenditore italiano in quel momento sono ancora oggi un ricordo vivido:

Mi dicevo: non può essere, abbiamo vinto un milione di euro! Come vincere la Champions… E adesso cosa faccio? Quel giorno un responsabile di Accenture, scherzando mi disse: Adesso Peluso lei la smette con questa cosa dei “panini” e torna in Italia a gestire il progetto.

Combattuto sulla decisione migliore da prendere, Sebastiano Peluso sa che la vincita del bando è troppo importante per essere abbandonata, così ottiene di trascorrere una settimana al mese in Italia per coordinare il progetto vincente le tre settimane rimanenti nella Grande Mela, per gestire il team e gli eventi della Piadineria.

Discovery Italy, il lusso che fa bene al nostro Paese

Col tempo il progetto di Accenture si sviluppa e si ramifica con una componente anche nel turismo che permette a Sebastiano Peluso di accumulare grande esperienza. Ormai stabilmente a New York l’imprenditore tocca con mano una richiesta sempre maggiore di turismo tailor made da parte di una fascia di persone acculturate, di ceto elevato, con grande potere d’acquisto che richiedono viaggi su misura in cui viene fornita loro un’esperienza unica, privilegiata.

Sebastiano Peluso, grande appassionato di basket, gioca in una partita dell’Italian Brands Basktetball League (IBBL), un progetto che unisce i brand italiani negli States

Nasce così Discovery Italy, un market place del travel B2B, che si inserisce in una frangia di mercato molto specifica, quella del lusso, e si occupa di due settori: tour privati per italiani in America ed eventi boutique per tour operator italiani che offrono prodotti di nicchia nel Bel Paese.

Alla base del successo, un grande lavoro di indagine sul campo per verificare che le strutture le esperienze proposte siano di altissima qualità, viaggi in tutti gli Stati Uniti per farsi conoscere e promuovere il prodotto Discovery Italy, partecipazioni a fiere del lusso e investimenti costanti.

Ma non è tutto rosa e fiori: nel 2019, con l’arrivo della pandemia, il settore del travel subisce un arresto immediato, ma ancora una volta Sebastiano Peluso riesce a trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Si trasferisce a Los Angeles e si candida alla direzione dell’Innovation Desk di ITA e dopo una lunga sessione di prove di ammissione, nel luglio 2020 ottiene l’incarico.

 Il leitmotiv: reinventarsi

Ripercorrendo la vita di Sebastiano Peluso sino ad oggi si ha l’impresso di un uomo che ha saputo reinventarsi tante volte. A discapito, dice lui, di uno dei suoi difetti maggiori: quello di focalizzarsi poco sulla parte finanziaria dei progetti, corrisponde però una capacità di realizzazione solida e competente in cui tutto prende forma e funziona. Chiosa il protagonista:

La vita è un po’ come una stazione. Io vado in stazione e vedo i treni passare, sta a ciascuno di noi decidere di salirci sopra o di lasciarli andare.

 

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