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7 libri per l’estate 2022

L’estate è ormai esplosa, è tempo di riposo, vacanze, viaggi. E naturalmente, è tempo di leggere. Come ogni anno ecco i nostri consigli di lettura. 7 libri per l’estate 2022, tutti molto diversi fra loro, per soddisfare le preferenze di ogni tipo di lettore, anche il più esigente.

Le distrazioni di Federica De Paolis – Harper Collins

Per chi vuole rimanere incollato alle pagine

Che conseguenze possono avere le distrazioni nella vita di una coppia? Funeste. Viola e Paolo per reciproca distrazione dimenticano il figlio di diciotto mesi, Elia, nel parco giochi sotto casa, nel quartiere dormitorio del Flaminio a Roma. Ciascuno dei due è convinto di averlo affidato all’altro, senza far caso alla distrazione che li trascina lontani dal parco, presi dalla propria vita: per Viola la lezione di yoga e un’amica con cui potersi confidare nel profondo, – confidare anche l’indifferenza in cui è scivolato il matrimonio con Paolo dopo aver cercato ad ogni costo di avere un figlio –; un grosso cliente dello studio e accuse pesanti che lo riguardano per il nefasto incendio che ha distrutto l’impianto di rifiuti indifferenziati più grande della capitale, per Paolo. Si allontano, presi da altro e distratti. Con acuta e puntigliosa introspezione, un ritmo travolgente e incatenante, Federica De Paolis in Le distrazioni ci conduce con mano sicura e una trama sorprendente e ben tenuta nelle pieghe più recondite e oscure delle relazioni, coniugali e familiari, e nella parte più sommersa dei personaggi. Una volta entrati nelle vite di Paolo e Viola, abbandonare il racconto delle loro vicende, con il fiato sospeso per il piccolo Elia è impossibile: vi ho avvertito!

Libera di Lea Ypi – Feltrinelli. Traduzione di Elena Cantoni

Per chi vuole vivere dal di dentro il passato recente

7 libri per l'estate 2022

Lea è una bambina, quando di ritorno da scuola in un giorno di dicembre del 1990 si trova coinvolta in un corteo di protesta degli studenti albanesi, con il terrore di essere travolta dai dimostranti o sbranata dai cani dei poliziotti; cerca rifugio sotto la grande statua di Stalin, trovandola decapita. Che senso hanno gli slogan urlati in corteo: Libertà, Democrazia? Non sono da sempre appannaggio del popolo albanese? Non sono da sempre garantiti dal socialismo e dal governo dello zio Enver? Con gli occhi di una bambina, che via via diventano più lucidi e precisi, anche nel valutare e interpretare la storia della sua stramba famiglia, e diradare silenzi e omissioni che avevano condizionato e caratterizzato l’infanzia, Lea Ypi in Libera. Diventare grandi alla fine della storia permette al lettore di vivere con grande partecipazione la fine del sogno comunista, il difficile e conflittuale passaggio al capitalismo e gli immancabili conti con il passato, sia storico che individuale. Un romanzo di grazia e maestria, condito con ironia e consapevolezza narrativa, lucidità e maturità di pensiero. Non a caso Lea Ypi insegna filosofia politica alla London School of Economics.

Le madri non dormono mai di Lorenzo Marone – Einaudi Stile Libero

Per chi vuole provare a immaginare un mondo diverso

Partiamo dalla dedica e dall’esergo del nuovo libro di Lorenzo Marone, scrittore tanto amato dai lettori, perché entrambi spiegano nel profondo il significato e il senso del romanzo. A chi, prigioniero per nascita, s’inventa il modo d’essere libero – recita il primo; L’unico modo di sfuggire alla condizione di prigioniero è capire com’è fatta la prigione, citazione da Italo Calvino per il secondo. La prima indicazione che il direttore dell’Icam dà a Miriam, appena arrivata nella struttura con il figlio Diego di nove anni, è che quello in cui si trova non è un carcere normale. Il direttore vorrebbe che fosse una grande famiglia, in cui le madri con i loro figli possano scontare la pena in modo meno traumatico. Ma alle finestre ci sono le sbarre – è il primo commento di Miriam, giovane donna chiusa nella corazza della marginalità che l’ha segnata dall’infanzia e consegnata all’uomo sbagliato, con la speranza di un futuro migliore. Su questa antinomia, Marone si muove con la consueta sensibilità introspettiva, per farci vivere dentro il carcere di detenzione attenuata, con le contraddizioni, le idiosincrasie, i dubbi e le legittime perplessità che l’istituto suscita. Ci fa vivere la vita di Miriam e di Diego, che nell’Icam trovano famiglia e solidarietà a costo della libertà. In un romanzo polifonico e di acuta complessità, dà voce e visibilità a tante storie di donne e bambini, che si intrecciano e intersecano, litigano e si supportano, perché se fuori c’è la libertà di cui sono stati privati è anche lo stesso luogo in cui la società gli ha mostrato e digrignato contro i denti.

Italica di Giacomo Papi -Rizzoli

Per chi vuole attraversare il Novecento

Il Novecento in trenta racconti (e tre profezie) specifica il sottotitolo di Italica, nuovo libro di Giacomo Papi. Difficile da definire, perché l’idea che ne è alla base e lo struttura è geniale. Descrivere un intero secolo, pieno di eventi importanti per l’Italia, dall’industrializzazione al fascismo passando per le due guerre mondiali, dalla ricostruzione e dai cambiamenti sociali, politici e di costumi del secondo Novecento per arrivare alle stragi di mafia, all’eroina, a Manipulite e alla questione dei migranti che hanno concluso il secolo, attraverso i racconti, di scrittori e scrittrici noti e meno moti, presentandoli come documento con cui avvalorare e per mezzo dei quali interpretare il fenomeno, osservandolo dal punto di vista (privilegiato?) della Letteratura. Giacomo Papi non si fa bastare la mole di lavoro che deve essere stata selezionare i racconti per trovare quelli più incisivi a prestarsi come documento storiografico, ma aggiunge a ciascuno un’introduzione ricca di dati e di acume per inquadrare e contestualizzare il fenomeno nella cornice del Novecento.  Una lettura che ha in sé la lucidità del saggio e il sapore della scoperta letteraria.

L’arte del matrimonio di Tessa Hadley – Bompiani

Per chi ama i personaggi indagati nelle pieghe più intime

7 libri per l'estate 2022

Amata da grandi scrittrici come Hilary Mantel, Chimamanda Ngozie Adichie e Zadie Smith, la britannica Tessa Hadley non delude le aspettative che un simile parterre di ammiratrici crea nel lettore. L’arte del matrimonio, secondo romanzo pubblicato in italiano nella sobria ed elegante traduzione di Milena Zemira Ciccimarra, indaga sulla complessità delle relazioni di due coppie, formate da amici di lunga data, che hanno condiviso insieme buona parte della loro esistenza, fino a quando uno dei quattro, il più esuberante e accogliente, muore all’improvviso. La perdita del marito, dell’amico e del mentore artistico, è una scossa che travolge gli equilibri relazionali e sentimentali, coinvolgendo anche i figli, rimescola il presente portando a galla ciò che il passato aveva sepolto. Tessa Hadley tesse un romanzo tradizionale, con attenzione alle atmosfere e agli interni, sia fisici che introspettivi.

A Berlino con Ingeborg Bachmann di Ilaria Gaspari – Giulio Perrone Editore

Per chi ama i fantasmi tabagisti e le città fantasma

7 libri per l'estate 2022

Pochi nella narrativa italiana sanno fare un uso così pregnante e innovativo della prima persona, e pochi sanno costeggiare i generi della non fiction senza facili identificazioni e senza mai avere a riferimento il proprio ombelico, come Ilaria Gaspari, che sta portando avanti un personale e innovativo percorso in una forma di racconto ibrido in cui l’io autobiografico crea empatia e immedesimazione. Nella preziosa collana Passaggi di dogana, una delle più belle e peculiari del panorama italiano, approda il suo viaggio A Berlino, che è un ritorno, perché una giovane Ilaria vi era giunta una prima volta durante la formazione universitaria, sulle tracce della poeta Ingeborg Bachmann, che lascia Roma per Berlino, la città divisa da un Muro che ben poteva aderire alla divisione e scissione che la poeta sentiva e avvertiva nella sua interiorità. Attraversare la città più dilacerata del Novecento, guidati dalla voce suadente di Ilaria Gaspari, seguendo un fantasma tabagista che non le parla ma è capace di farsi intendere e di farci intendere tutto il dolore del mondo e tutta la profondità dell’amore è un’esperienza da non perdere.

L’anima degli altri di Alba de Cespedes – Cliquot

Per chi ama le ri-scoperte

Enorme gratitudine per la casa editrice Cliquot che permette di scoprire e di leggere l’esordio di una scrittrice di grande spessore, umano intellettuale letterario ed esperienziale: Alba de Céspedes, figlia dell’ambasciatore cubano a Roma e nipote di quello che per i cubani è il padre della patria, perché ha liberato l’isola dal dominio spagnolo. L’anima degli altri è la prima raccolta di racconti pubblicata nel 1935. Racconti brevi e fulminanti, con una grazia naturale e uno sguardo pieno di acuta sensibilità sulle dinamiche emozionali e psicologiche dei personaggi, soprattutto donne. A rivitalizzare la nuova edizione, raffinata ed elegante nella grafica e nel materiale, la prefazione di Loredana Lipperini, che rivela con la sagacia che le è propria l’anima e il cuore di una scrittrice che dovrebbe essere considerata un’icona e celebrata e ricordata.

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