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La vita in Giamaica: il bello e il brutto dell’isola di Bob Marley

Probabilmente molti di voi sognano una nuova vita in Giamaica, paese famoso per il reggae, Bob Marley e un popolo fiero e ospitale. Ma non è tutto oro quello che luccica e non è sempre facile avere a che fare con una cultura e uno stile di vita radicalmente diversi da quello a cui siamo abituati.

Secondo l’AIRE (il Registro degli italiani residenti all’estero) i connazionali ufficialmente residenti in Giamaica sono appena settantasette. Una piccola comunità che tuttavia si sta espandendo piano piano, anche grazie anche all’arrivo dei nuovi expat, che vengono a godersi la pensione al sole dei Caraibi.

Come cittadini italiani non c’è bisogno di alcun visto per entrare in Giamaica se si ha intenzione di fermarsi per un periodo inferiore ai novanta giorni. Una volta in loco si può anche prorogare la permanenza fino ad arrivare ad un massimo di sei mesi.

I “SI” della vita in Giamaica
Il clima tropicale

Chiunque decida di trasferirsi in Giamaica subito si innamora del clima, che presenta ben poche differenze di temperatura nel corso dell’anno. Fa caldo tutto l’anno e di fatto l’inverno non esiste, tanto che anche in gennaio le temperature assomigliano a quelle estive in Italia: massime intorno ai ventisette/trenta gradi, minime sui venti/ventitré.

La differenza principale tra le stagioni sta nella piovosità e nell’umidità dell’aria. La stagione delle piogge, da fine aprile ad ottobre, è molto calda e afosa. Le piogge avvengono soprattutto sotto forma di temporale, nel primo pomeriggio. Il cielo è quasi sempre azzurro e i colori sono molto forti e diversi in base alle stagioni. Si può indossare maglietta a maniche corte e i pantaloncini anche tutto l’anno.

La temperatura dell’acqua del mare può arrivare anche a trentacinque/trentasei gradi, il che rende sempre molto piacevole immergersi nelle acque cristalline del mare dei Caraibi che circonda l’isola.

Le spiagge degradano molto lentamente e danno così la possibilità a tutti di fare il bagno.

La filosofia della vita in Giamaica: “non rimandare a domani quello che potresti benissimo rimandare a dopodomani”

Questa frase emblematica racchiude lo stile di vita in Giamaica: ritmi molto tranquilli, senza stress e frenesia.

Durante il mio primo anno in Giamaica non riuscivo a capire come la popolazione locale, senza distinzione tra giovani e anziani, riuscisse a stare seduta nello stesso posto per giornate intere giocando a domino o semplicemente a chiacchierare. Mi chiedevo spesso se si annoiassero. Poi, con il tempo e ascoltando la musica del posto, ho imparato il motto locale: take it easy, take it slowly, don’t be too worried (“prenditela con calma, vai piano, non preoccuparti troppo” (dal testo di una canzone ska anni settanta ).

….Sembra proprio che l’unico a correre veloce qui sia Husain Bolt!

VITA IN GIAMAICA

La vita in Giamaica è… freedom

Nonostante quest’isola sia stata testimone di un passato a tratti burrascoso, con scontri politici molto accesi che hanno portato a rivolte e spargimenti di sangue, oggi la Giamaica è migliorata molto sia dal punto di vista dei diritti politici che della libertà di stampa, dove si sono raggiunti livelli molto alti, degni di paesi avanzati.

La Giamaica è un Paese prevalentemente cristiano (circa l’80% della popolazione) ma c’è grande rispetto per le diverse fedi e non c’è alcuna discriminazione nei confronti di coloro che professano altri credi. La lingua ufficiale è l’inglese.

I lati “NO” della vita in Giamaica

Benché la bellezza dell’isola riesca spesso a far scordare i suoi problemi, non si può evitare di parlarne. La vita in Giamaica, infatti, può anche presentare qualche sorpresa poco piacevole.

Un’economia difficile

La Giamaica è un Paese con un’economia difficile e una povertà diffusa che porta anche a episodi di estrema violenza. La burocrazia è spesso corrotta e inaccessibile. Nonostante la sua arretratezza economica, la Giamaica sorprende spesso per il suo alto costo della vita. I prezzi della capitale Kingston e dei principali centri turistici sono paragonabili a quelli di alcune città degli Stati Uniti o dell’Europa.

La capitale possiede anche la nomea di uno dei luoghi più pericolosi del pianeta con un alto tasso di omicidi e un atteggiamento omofobico e violento, anche perché in Giamaica l’omosessualità è ancora considerata illegale.

Piogge e uragani

Le condizioni climatiche possono diventare sfavorevoli nel periodo che va da giugno a ottobre quando può piovere parecchio. È questo il periodo in cui possono scatenarsi gli uragani. I pochi che colpiscono l’isola la devastano. Se siete in villeggiatura quando un uragano si trova sulla traiettoria dell’isola, sintonizzatevi su una radio locale che in stagione trasmette tutti i giorni il bollettino direttamente dal National Hurricane Center di Miami e in caso di impatto chiudetevi nella camera del vostro hotel o in casa con candele e scorte di cibo e acqua per almeno ventiquattro ore.

Il sistema scolastico

Anche il sistema scolastico nazionale funziona poco e male. Per avere un’istruzione adeguata bisogna dipendere da istituti privati o meglio ancora studiare fuori dall’isola.

L’assistenza sanitaria

Altra nota negativa è senz’altro la sanità. L’assistenza sanitaria in Giamaica, sia per i cittadini che per i residenti stranieri, è completamente gratuita ma, proprio per questo motivo, soffre di alcune problematiche come i tempi di attesa lunghi o a volte lunghissimi, la difficoltà di ottenere delle prescrizioni mediche o persino una scarsa qualità del servizio. Ad ogni modo, sono numerose le cliniche private e, se deciderete di sottoscrivere un’assicurazione privata internazionale (altamente consigliato), lo standard delle cliniche è pari a quello degli istituti medici occidentali.

La vita in Giamaica non è solo Bob Marley e Marijuana

La Giamaica non è solo Bob Marley e marijuana come molti potrebbero pensare, ma è un’isola versatile con molto da offrire dalle spiagge coralline alla montagna. Completamente diversa per usi, costumi e paesaggi dalle altre popolazioni del Caribe sembra una piccola fetta del continente nero abbandonata nel mezzo del mare dei Caraibi. Anche Cristoforo Colombo, quando la scoprì, la definì “l’isola più bella che occhio umano abbia mai visto”.

Anche se distribuite su una superficie molto piccola (circa la metà della Sardegna) le varie cittadine che sorgono soprattutto lungo la costa sono tutte diverse tra di loro.Vita in Giamaica

Negril

Negril è situata sulla punta ovest dell’isola. Il suo litorale è di quasi venticinque chilometri in cui si alternano scogli e spiaggia. Quindici chilometri di scogliera verso ovest dove si può assistere a uno dei tramonti più belli al mondo e dieci chilometri di spiaggia a nord-est con la magnifica seven miles beach (la spiaggia più lunga e bella dell’isola).

A Negril tutte le strutture alberghiere sono costruite sulla spiaggia. I clienti degli hotel facendo pochi passi dalla loro camera possono tuffarsi in mare. La località oggi è considerata la mecca del turismo locale con più di sessanta strutture ricettive e vari locali sulla spiaggia che animano le serate al ritmo di reggae. Per le celebrazioni della festa dell’indipendenza, intorno ai primi del mese di agosto. a Negril si tiene il famoso Dream weekend ritenuto uno tra i più bei party al mondo!Vita in Giamaica

Montego Bay

“Montego” come la chiamano i locali, è la seconda città dell’isola ed è la località giamaicana con il tasso di crescita più alto negli ultimi dieci anni. Con i suoi tanti outlet in stile americano, lo shopping a Montego è un must! Molte strutture internazionali sono presenti a Montego bay che ospita anche un centro congressi in cui si tiene il Caribbean Marketplace, la fiera del turismo.

Importantissimo l’aeroporto internazionale Donald Sangster International, dove atterrano la maggior parte dei turisti che arrivano sull’isola. Dall’Italia si può arrivare con voli charter diretti in partenza tutte le settimane da Milano Malpensa. Oppure con voli di linea, che però prevedono scali .

L’appuntamento con il Gestival reggae più importante al mondo, il Summerfest è a Catherine hall, quartiere alle porte della città. In questa occasione la cittadina si popola di amanti della musica reggae di tutto il mondo.vita in Giamaica

 Ocho rios

Ocho rios Deve la sua fortuna alle Dunn’s river falls e alla mitica scena del primo film della saga 007, Dr. No, ambientato sulla cascata di Ocho rios. Qualcuno ricorderà la bellissima Ursula Andress con un bikini bianco mozzafiato uscire dalle acque del mar dei Caraibi, di fronte alla cascata per buttarsi tra le braccia di James Bond, impersonato da Sean Connery.

Negli anni novanta Ocho rios divenne il principale porto giamaicano di scalo delle navi da crociera che solcano il mar dei Caraibi. Situata a nord-est non lontano da Kingston, con la nuova autostrada in un’ora e mezzo si arriva alla capitale. La sua crescita è sempre stata strettamente legata ad essa.

Tra le spiagge più famose non va dimenticata la James Bond beach. L’autore di 007 Ian Fleming trascorreva sei mesi in Inghilterra e sei mesi nei Caraibi. Quando si trovava in Giamaica soggiornava in un paesino, Oracabessa, vicino ad Ocho rios, dove ancora è custodita la sua villa, la Golden eye .

Kingston

Kingston, la capitale della Giamaica, è il centro finanziario, economico e culturale dell’isola. La città vivace, possiede una vita notturna di prima categoria e una serie di eventi culturali sia a livello nazionale che internazionale, che spesso fanno impallidire alcune città degli Stati Uniti e che rendono questa città una delle più cosmopolite al mondo.

Port Antonio

Proprio a Port Antonio negli anni settanta sbarcarono i primi turisti, gli hippies, arrivati a bordo delle “banana boat” partite dalle coste degli Stati uniti. Oggi Port Antonio è tra le mete meno turistiche dell’isola. È la zona più piovosa della Giamaica, ma proprio per questo la più rigogliosa.

Grazie alla tranquillità che regna sovrana nel Portland, la regione dove sorge la cittadina, Port Antonio è sempre stata una meta prediletta dalle star holliwoodiane e del mondo musicale, che vengono a riposarsi nelle stupende ville affacciate sulla Blue Lagoon.

Potrei scrivere ancora per ore della storia, la cultura e lo stile di vita in Giamaica, ma questo è solo un piccolo assaggio. Spero di essere riuscito a trasmettervi delle vibes positive in attesa dei prossimi post.

Likkel More! (espressione del Patois, il dialetto locale, che significa “A presto”).

(Foto di Gabriele Crozzoli)

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