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Smart Working: le top destination in cui trasferirsi sono europee

Il 2024 si apre con interessanti riflessioni intorno al mondo del lavoro e, in particolare, sull’evoluzione dello smart working, una modalità esplosa per cause di forza maggiore ma divenuta, in molti casi, una scelta preferenziale per equilibrare vita privata e professionale. Non è un caso, dunque, che sempre più persone si proiettino sulla ricerca di lavori da poter fare a distanza, magari ipotizzando un trasferimento all’estero, in qualche destinazione che permetta di coniugare clima, qualità e costo della vita. Un recente rapporto di Nordlayer ha esaminato proprio i migliori luoghi al mondo per lavorare da remoto, confermando che l’Europa si conferma come l’area migliore per i nomadi digitali.

Smart Working, il presente e il futuro del lavoro globale

L’avvento dello smart working ha rivoluzionato nel giro di pochi anni il panorama lavorativo, aprendo la strada a una modalità del tutto nuova di intendere le diverse professioni e spingendo in alto la crescita dei lavori digitali, considerati ormai il futuro in campo professionale. Questa tendenza è stata senza dubbio favorita dallo sviluppo tecnologico, che ha permesso di rendere sempre più semplici le comunicazioni e le interazioni a distanza, ma al tempo stesso anche di dare vita a servizi sempre più efficienti che sono diventati parte integrante della nostra quotidianità.

Basti pensare ai passi in avanti fatti nel campo dell’intrattenimento e dei giochi digitali, con la nascita di piattaforme che consentono di accedere facilmente a diverse forme di svago, che ovviamente richiedono la presenza di professionisti in grado di creare contenuti online, svolgere attività di marketing digitale e sviluppare giochi come le slot più avanzate e ricche di funzionalità, il tutto operando nella quasi totalità dei casi proprio a distanza, rispecchiando appieno la filosofia delle società di settore e l’evolversi delle preferenze lavorative in un mondo sempre più connesso. Lavorare da remoto significa, però, anche poter scegliere dove vivere e soddisfare i propri bisogni individuali nella massima libertà.

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Global Remote Work Index: i parametri studiati

Il “2023 Global Remote Work Index” ha valutato 108 Paesi in base a criteri come l’accesso a Internet, i benefici socio-economici e la sicurezza informatica per stilare un quadro piuttosto dettagliato delle opportunità di lavoro a distanza, un interessante spaccato per valutare la possibilità di trasferirsi all’estero senza vincoli professionali. A posizionarsi al primo posto è la Danimarca, ma in realtà è tutta l’Europa a uscirne in maniera positiva. Al 26° posto si colloca invece l’Italia, che si ferma in una posizione intermedia rispetto ad altri Paesi del Vecchio Continente.

Curiosamente, in cima alla classifica troviamo diverse nazioni con un alto costo della vita, un aspetto che ci fa capire come non sia solo il fattore economico a guidare le scelte di chi si trasferisce all’estero. Fa eccezione il Portogallo, che può vantare un ottimo rapporto qualità-prezzo, posizionandosi al sesto posto nella graduatoria generale e al 56° per il costo della vita.

Europa Vs. Asia: infrastrutture digitali e sicurezza

Sebbene l’Europa detenga la maggior parte delle prime posizioni, bisogna osservare come alcuni Paesi asiatici si riescano a distinguere per le eccellenti infrastrutture digitali. Singapore si è classificato, per esempio, in prima posizione per questo aspetto, immediatamente sopra alla Corea del Sud e agli Emirati Arabi Uniti, ma, nonostante ciò, la classifica generale vede Singapore solo al 28° posto, il che suggerisce che altri fattori abbiano una forte influenza sulla valutazione complessiva.

È il caso, per esempio, della sicurezza economica e sociale, che per i lavoratori remoti risulta maggiore nei Paesi anglofoni come Regno Unito, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda, e nelle maggiori economie europee, come Germania e Spagna.

Le caratteristiche distintive dei Paesi top

Ma cosa differenzia le destinazioni top dal resto del mondo? Oltre a quelli già citati, sono diversi gli aspetti da considerare nel valutare le possibili nazioni in cui trasferirsi per lavorare da remoto. La Danimarca, classificata spesso tra i luoghi più felici del mondo, spicca sia tecnologicamente, per la sua qualità della rete Internet, che in quanto a inclusione sociale, rivelandosi un Paese all’avanguardia sotto molti punti di vista. Malgrado il costo della vita elevato, i danesi godono infatti di un sistema sanitario eccellente e di politiche di supporto dei cittadini estremamente efficienti.

Similmente, i Paesi Bassi, al secondo posto, si distinguono per la sicurezza sociale, i diritti personali e una società inclusiva, ai quali si associano una solida infrastruttura digitale e la sicurezza informatica, determinanti per chi opera in smart working.

Al terzo posto la Germania, con la sua rete Internet altamente accessibile e un robusto sistema giuridico che tutela i cittadini. Grazie alla sua leadership internazionale, inoltre, la repubblica tedesca garantisce anche un’elevata sicurezza economica a tutti coloro che decidono di trasferirsi e lavorare da qui.

È chiaro che la scelta della destinazione ideale può dipendere dalle diverse priorità individuali, ma ciò che è certo è che il futuro del lavoro è sempre più flessibile e globale.

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