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Leadership Arena e Jury Chechi: l’eccellenza italiana in scena a Barcellona

Lo scorso 5 ottobre, per il secondo anno consecutivo, Barcellona ha fatto da scenario al talento italiano grazie a Leadership Arena, l’unico evento in Europa completamente dedicato allo storytelling dell’eccellenza made in Italy. Promossa dal nostro sito con la collaborazione della Camera di Commercio italiana a Barcellona, della Casa degli Italiani e del Consolato Generale d’Italia, la seconda edizione di Leadership Arena, celebratasi nel prestigioso centro congressi dell’Hayatt Hesperia Tower, ha dato voce alle migliori storie di successo italiane con ospiti e speaker di grande prestigio, capitanati dal campione olimpico e mondiale di ginnastica Jury Chechi.

Jury Chechi

Davanti a un pubblico di imprenditori, manager e professionisti italiani ma anche spagnoli (con traduzione simultanea) sensibili ai temi della crescita personale e della formazione motivazionale, gli speaker di Leadership Arena hanno raccontato i propri percorsi di vita, tutti accomunati da grande passione e perseveranza, tema centrale dell’evento di quest’anno.

Ideata e condotta dalla giornalista Patrizia La Daga, direttrice del sito ItalianiOvunque.com, la giornata si è aperta con l’applauditissima testimonianza di Marco Landi, ex-presidente mondiale di Apple Computer, tra i fautori del rientro di Steve Jobs in azienda. Manager di grande esperienza nel settore high-tech, oggi mentor di numerose startup, scrittore e conferenziere richiestissimo, Landi ha raccontato il suo percorso di vita, iniziato con grande umiltà a Chianciano, in provincia di Siena, dove fin da ragazzino “si è fatto le ossa” lavorando durante le vacanze estive per poi intraprendere una brillante carriera che lo ha visto occupare posizioni di vertice nelle più importanti multinazionali del pianeta. Ad affiancarlo in questo lungo cammino, raccontato nell’autobiografia “Da Chianciano a Cupertino” (Autori d’impresa) la moglie Diana, presente in sala, per la quale ha avuto parole di grande amore e ammirazione, dimostrando di essere “una persona di valore ma anche  di valori”, come ha sottolineato la conduttrice dell’evento.

Jury Chechi

Marco Landi durante il suo speech

Un vero show “della vita”

Pensato come uno show multidisciplinare e non come un classico corso di formazione, Leadership Arena 2019 è stato caratterizzato dalla la scelta di storie che appartengono a “universi” molto distanti tra loro.

Il secondo speaker a scendere “nell’arena” è stato Andrea Caschetto, la cui vicenda umana ha commosso il pubblico. Caschetto, giovane blogger e viaggiatore definito “l’Ambasciatore del sorriso” grazie al suo impegno sociale a favore dei bambini e dei malati delle zone più povere del mondo, ha raccontato come in seguito a un tumore al cervello, diagnosticatogli quando aveva solo 15 anni, ha dovuto subire una delicata operazione che lo ha privato della memoria. In seguito a questa esperienza ha cominciato a dedicarsi ai più deboli, viaggiando per gli orfanotrofi di tutto il mondo, esperienza da cui è nato il libro “Dove nasce l’arcobaleno” (Giunti editore), molto apprezzato dal pubblico di Leadership Arena. Grazie al suo coraggio e alla sua positività, nel 2016 Caschetto è stato invitato a tenere un discorso alle Nazioni Unite, in occasione della Giornata Mondiale della Felicità.

Andrea Caschetto, protagonista di uno speech ad alto impatto emotivo

A differenziare ancora una volta le storie della giornata, portando una ventata di grande allegria, è stata la performance dell’attore, regista ed esperto di comunicazione non verbale Luca Vullo, osannato dal pubblico grazie al racconto del suo percorso che dalla Sicilia lo ha portato a Londra e poi in tutto il mondo come “Ambasciatore della gestualità italiana”, anche grazie al suo docu-film “La voce del corpo”. I quaranta minuti di performance di Luca Vullo, che è anche autore del libro “L’Italia s’è gesta” (Ultra Edizioni), hanno generato enorme entusiasmo sia negli spettatori italiani che in quelli di lingua spagnola, divertiti da una performance ad alto tasso di umorismo, che oltre a suscitare risate a non finire, ha saputo dare la giusta dignità a uno degli aspetti più tipici dell’italianità.

Luca Vullo, esperto di gestualità italiana, con la conduttrice di Leadership Arena, Patrizia La Daga

Arena Networking e il Premio ItalianiOvunque 2019

La sala Arena networking durante una presentazione

La giornata è stata sponsorizzata da numerose aziende italiane, tra cui spiccano i nomi dei tre main sponsor, Banco Mediolanum, Lastminute.com e Wings Mobile e oltre alle grandi storie degli speaker, nelle pause dell’evento ha ospitato un’intensa attività di networking. Grazie a una sala dedicata ai pitch di presentazione di diverse società interessate a diffondere le loro iniziative per trovare investitori, clienti o collaboratori, il pubblico ha potuto conoscere i progetti imprenditoriali di Coinshare, Imperivm e La pelle azzurra.

Il pubblico di Leadership Arena visita gli stand degli sponsor in un momento di pausa dell’evento

Come per la prima edizione, anche quest’anno a Leadership Arena è intervenuta la Console Generale d’Italia a Barcellona, Gaia Lucilla Danese, a cui è stato affidato il compito di premiare l’imprenditrice Stefania Lo Gatto, tra le più famose networker del mondo (per la multinazionale americana della cosmesi Jeunesse Global), che si è aggiudicata il Premio ItalianiOvunque 2019 grazie a una vita costellata di difficoltà trasformate in opportunità e grandi successi. Una storia che i lettori del sito hanno così tanto apprezzato da farla diventare la più letta e condivisa di sempre.

La networker Stefania Lo Gatto (al centro con il vestito nero) riceve il premio ItalianiOvunque 2019 dalle mani della Console Generale d’Italia a Barcellona, Gaia Lucilla Danese. Sul palco le istituzioni italiane della città rappresentate dal Presidente della Camera di Commercio italiana, Igor Garzesi (a sinistra) e dal Segretario Generale della Casa degli italiani, Urbano di Groppello.

Sette minuti per un quadro: lo speed painter catalano Quim Moya

Per rendere omaggio a Barcellona, Leadership Arena ha ospitato l’artista catalano Quim Moya, speed painter di fama internazionale, capace di realizzare quadri e ritratti di elevato effetto scenico in breve tempo. In solo sette minuti di esibizione, a ritmo di musica, il pittore ha realizzato un’opera che simboleggia l’unione tra l’Italia e la capitale catalana: una glitteratissima arena affiancata dalla Sagrada Familia.

Lo speed painter catalano Quim Moya con il quadro, realizzato in soli 7 minuti, dedicato a Leadership Arena

L’intervista a Giusy Versace

Tra gli ospiti più attesi ed applauditi della seconda edizione di Leadership Arena c’è senz’altro Giusy Versace, campionessa paralimpica di atletica con amputazione bilaterale, scrittrice, ballerina (vincitrice nel 2014 della trasmissione “Ballando con le stelle”), conduttrice televisiva e oggi anche parlamentare, che con grande trasparenza ha raccontato come ha saputo trasformare la tragedia di cui fu vittima nel 2005, quando in un grave incidente stradale perse entrambe le gambe , in un’opportunità.

Un momento dell’intervista a Giusy Versace

Fondatrice della Onlus Disabili no limits, Giusy Versace, con la grande autoironia che la contraddistin, ha raccontato i dolori e le difficoltà che comporta imparare a utilizzare le protesi, i costi elevati e i pregiudizi di cui sono spesso vittima gli invalidi. Un racconto terminato con l’esortazione ad amare sempre e comunque la vita e a non arrendersi mai di fronte alle difficoltà. Abituata agli inconvenienti della diretta, Giusy Versace è stata protagonista di un divertente  siparietto quando, a causa di un disguido tecnico, le poltroncine di scena non sono arrivate. Sostituite in extremis da due normalissime sedie, l’atleta al termine del suo intervento è uscita di scena portandosi via la propria sedia. Tutto uno spettacolo di umanità.

 

 

Valeria Cagnina e Francesco Baldassarre sul palco con Patrizia La Daga e sotto lo speech del regista Duccio Forzano

Sul palco anche due giovani talenti, oggi sempre più in vista sui media italiani: Valeria Cagnina e Francesco Baldassarre, fondatori di OfPassionOn, una scuola specializzata nell’insegnamento della robotica a bambini e ragazzi. Valeria Cagnina, nella lista delle 30 under 30 di Forbes, ha spiegato il suo percorso già ricco di esperienze nonostante la giovanissima età, iniziato a soli undici anni con la costruzione dei primi robot grazie ai video in inglese di Youtube. Da lì l’inarrestabile adolescente piemontese è passata a trascorrere un’estate al Mit di Boston come senior tester di un progetto di robotica, per poi tornare in Italia con l’obiettivo, presto realizzato,  di creare una propria scuola che oggi conduce con il socio Francesco Baldassarre.ù

Dopo lo speech del noto regista Duccio Forzano, già ospite della prima edizione di Leadership Arena, che ha ripercorso alcune tappe della sua complicata gioventù e della sua carriera, magistralmente narrate nell’autobiografia “Come Rocky Balboa” (Longanesi) il pubblico ha ricevuto il saluto dell'”artivista” Adele Ceraudo che, come Forzano, era stata tra gli speaker dell’edizione 2018 dell’evento. Proprio grazie all’incontro propiziato da Leadership Arena, tra il regista e la performer è nata una collaborazione che pochi mesi fa  ha portato alla realizzazione del cortometraggio “Io non sono pazza”, del quale è stato proiettato il trailer.

Il regista Duccio Forzano e l’artivista Adele Ceraudo

Il gran finale: Jury Chechi superstar

A chiudere l’edizione 2019 di Leadership Arena è stato l’attesissimo super ospite, il “Signore degli anelli” Jury Chechi. Introdotto dal video della vittoria della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atlanta del 1996, il campione mondiale e olimpico di ginnastica ha offerto una vera lezione di vita attraverso la narrazione della sua carriera sportiva messa più a volte a repentaglio da gravi infortuni. Con enorme umiltà e con la classe che lo contraddistingue, Jury Chechi ha spiegato come una grande passione, unita alla disciplina e al duro lavoro, superiore a quello di atleti più dotati fisicamente, possa permettere di raggiungere obiettivi considerati impossibili.

Jury Chechi

Patrizia La Daga con Luca Vullo e Jury Chechi  posano per il fotografo durante l’Arena Party post evento. Sotto: uno scorcio del buffet e la Dj Fabrizia Martano che si prepara a far ballare gli ospiti della serata.

Leadership Arena si è concluso in serata con l’Arena Party, una festa esclusiva, all’insegna dell’amicizia e del networking alla quale tra hanno partecipato Jury Chechi e tutti gli speaker. Tra un brindisi, una foto e un ballo, animato dalla Dj Fabrizia Martano, l’appuntamento è rinnovato al prossimo anno.

 

 

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